Centinaia di persone hanno partecipato martedì 22 settembre al presidio “Milano indossa la kippà” in piazza San Carlo. La Comunità ebraica milanese ha promosso l’iniziativa dopo l’aggressione subita il 16 settembre da un rabbino alla fermata dell’autobus di piazza Bande Nere.
Molti partecipanti hanno indossato la kippà in segno di solidarietà. Il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib, ha chiesto che gli ebrei possano vivere con tranquillità e che gli episodi antisemiti non vengano minimizzati o giustificati con motivazioni politiche.
Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha convocato il presidio come risposta pubblica all’aggressione. Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti politici locali e nazionali, esponenti della società civile e cittadini non appartenenti alla comunità.
Secondo le ricostruzioni disponibili, l’episodio che ha preceduto la manifestazione è avvenuto in zona Bande Nere. La protesta non era rivolta contro una singola istituzione: l’obiettivo dichiarato era chiedere una presa di posizione condivisa contro l’odio antisemita.
Arbib ha collegato la sicurezza quotidiana alla possibilità di esprimere apertamente la propria identità. Dal palco sono arrivati anche richiami alle istituzioni nazionali e al Presidente della Repubblica, nel quadro di un appello pubblico e non di una procedura formale.
Il numero dei presenti varia nelle cronache, che parlano comunque di alcune centinaia di persone. CurioMondo evita una cifra puntuale non certificata dalle autorità e distingue il dato osservato dalle valutazioni politiche espresse durante il presidio.
L’iniziativa si inserisce nel dibattito sulla crescita degli episodi antisemiti in Italia. La qualificazione giuridica dell’aggressione e le eventuali responsabilità individuali spettano agli investigatori e all’autorità giudiziaria, non agli organizzatori della manifestazione.
La scelta della kippà come simbolo del presidio ha trasformato un elemento dell’identità religiosa in un gesto pubblico di vicinanza. Gli organizzatori hanno invitato anche i non ebrei a partecipare, mantenendo l’iniziativa aperta alla cittadinanza.
La manifestazione si è svolta senza che fossero segnalati incidenti rilevanti. Le richieste emerse dalla piazza riguardano sicurezza, condanna dell’antisemitismo e libertà di manifestare la propria appartenenza religiosa negli spazi pubblici.
