Giorgia Meloni ha contestato il tono usato da Giuseppe Provenzano nei suoi confronti durante il dibattito alla Camera del 14 ottobre. Nella replica sulle comunicazioni per il Consiglio europeo, la presidente del Consiglio ha collegato la polemica al modo in cui vengono rappresentate le donne nelle istituzioni.
La risposta si riferiva a un passaggio del deputato del Pd su un vertice e sull’atteggiamento di Donald Trump verso la premier. Meloni ha respinto l’idea che il proprio percorso dipenda da favori personali e ha rivendicato idee, impegno e consenso elettorale.
«Non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo», ha dichiarato. Ha aggiunto di fare politica da 35 anni e ha sostenuto che Provenzano non avrebbe usato lo stesso tono con un collega uomo.
Prima della replica, Provenzano aveva criticato le scelte internazionali del governo, definendolo composto da «trumpisti minori». Aveva ribadito il sostegno del Pd all’Ucraina e al diritto internazionale, chiedendo nello stesso tempo un maggiore impegno per la pace.
Meloni si è rivolta anche a Laura Boldrini, contestando alla sinistra un atteggiamento che, a suo giudizio, ha ostacolato l’avanzamento delle donne. Si tratta dell’accusa politica formulata dalla premier nel confronto parlamentare, non di un accertamento sul comportamento dell’intero schieramento.
