Mercoledì 16 settembre prosegue in Italia lo sciopero nazionale dei medici di medicina generale aderenti al Sindacato Medici Italiani. La sospensione dell’attività ordinaria è prevista dalle 8 alle 20 e può comportare disservizi negli ambulatori dei professionisti che partecipano alla protesta.
La mobilitazione non coinvolge automaticamente tutti i medici di famiglia. RaiNews riferisce che la FIMMG, organizzazione maggiormente rappresentativa della categoria, non aderisce: la disponibilità degli studi può quindi cambiare tra territori e singoli professionisti.
L’ASST di Mantova conferma che devono restare garantite alcune prestazioni indispensabili. L’elenco comprende le visite domiciliari valutate secondo le condizioni cliniche e la possibilità di spostamento, l’assistenza domiciliare e le visite programmate ai malati terminali.
Le aziende sanitarie possono organizzare i servizi territoriali in modo diverso. Prima di recarsi in ambulatorio, gli assistiti possono verificare l’adesione del proprio medico e consultare gli avvisi dell’azienda sanitaria locale, soprattutto per conoscere orari e alternative disponibili nella propria zona.
Lo SMI contesta l’accordo del 23 giugno sulle Case della Comunità, in particolare il monte ore richiesto in queste strutture e il ruolo unico della medicina generale. Il sindacato chiede invece un accesso volontario alla dipendenza, più organici per il 118 e maggiori tutele professionali, comprese maternità e infortuni.
Nel primo giorno di protesta lo SMI ha dichiarato una partecipazione ampia e ha indicato circa 600 medici alla manifestazione di Milano. Si tratta di dati comunicati dall’organizzazione promotrice: il sindacato precisa che le cifre definitive sull’adesione saranno disponibili soltanto il 18 settembre.
Guardie mediche e medici del 118 iscritti allo SMI hanno iniziato la mobilitazione alle 20 del 14 settembre e, secondo la nota sindacale, la termineranno alla mezzanotte del 16. Questa finestra è diversa da quella indicata per l’attività ambulatoriale dei medici di famiglia e richiede di controllare gli avvisi locali.
La giornata mette al centro il funzionamento dell’assistenza territoriale, proprio mentre le Case della Comunità assumono un ruolo crescente nella riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Per i cittadini l’effetto concreto è circoscritto ai professionisti aderenti, ma può tradursi oggi nel rinvio delle visite ordinarie e delle attività non indispensabili.
