Economia / Politica economica

La Manovra entra in Consiglio dei ministri con due promesse difficili da tenere insieme: giovani e conti

Meloni indica salari, ceto medio, energia, sanità, famiglie e nuove misure per gli under 35. Ma gran parte dei 23,5 miliardi ha già una destinazione vincolata.

28 ottobre 2026 alle ore 12:40 · Economia · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Tavolo istituzionale con bilancia tra risorse pubbliche e libri per i giovani, illustrazione editoriale IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
23,5 mldvalore iniziale stimato
14 mldlegati a energia e difesa
12:00testo non ancora approvato

La legge di bilancio per il 2027 arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri con un obiettivo politico facile da enunciare e difficile da finanziare: rispettare gli impegni della maggioranza senza perdere il controllo dei conti pubblici. Giorgia Meloni ha indicato i giovani tra i punti centrali insieme a salari, potere d’acquisto, ceto medio, imprese, energia, sanità e famiglie.

Alle 12:00 del 28 ottobre, però, il testo definitivo non era ancora stato approvato.

Questa precisazione conta perché molte misure circolate nelle ultime ore sono proposte o ipotesi negoziali, non norme già in vigore. La Manovra ha un valore iniziale stimato in 23,5 miliardi di euro, ma oltre 14 miliardi sono collegati alla flessibilità europea per spese energetiche e difesa.

Le risorse liberamente utilizzabili sono quindi molto inferiori alla cifra complessiva, mentre le richieste dei partiti superano lo spazio disponibile.

Il pacchetto per i giovani dovrebbe comprendere una tassazione ridotta sui primi redditi di lavoro. Tra le soluzioni discusse figurano una mini-Irpef per gli under 30 e una flat tax destinata agli under 35 neoassunti. Sono state valutate anche agevolazioni per affitti lunghi, congedi e strumenti previdenziali.

Aliquote, limiti di reddito, durata e coperture devono però essere verificati nel testo che uscirà dal governo: senza questi elementi, una promessa fiscale non è ancora una misura applicabile.

Il capitolo più incerto resta il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Forza Italia chiede di ampliare il beneficio almeno fino ai redditi di 55 mila euro, mentre il ministero dell’Economia cerca coperture che non compromettano il percorso di bilancio.

La scelta incrocia altre richieste: detassazione delle tredicesime per i redditi bassi, incentivi alle imprese che assumono, interventi sul costo dell’energia e rifinanziamento della sanità.

La Lega punta su un fondo da un miliardo per favorire il pensionamento anticipato e sulla flat tax per gli autonomi. Anche in questo caso, la presenza di un fondo non significa che tutti i requisiti siano già definiti né che le uscite possano partire immediatamente. Parte delle modalità potrebbe essere rinviata a provvedimenti successivi.

Sul fronte delle entrate, il governo valuta un contributo del settore finanziario nell’arco del triennio. Le ricostruzioni parlano di circa 5 miliardi nel primo anno e di un ammontare vicino a 10 miliardi nel complesso, con possibili esclusioni per le banche di prossimità. Il confronto con gli istituti è ancora delicato e il perimetro finale può cambiare durante l’esame parlamentare.

Meloni ha riassunto la linea con due verbi: far quadrare i conti e mantenere gli impegni. Giancarlo Giorgetti ha usato una metafora culinaria, spiegando che gli ingredienti erano ancora in forno. Al di là delle immagini, la sostanza è che il governo deve scegliere quali promesse trasformare in spesa o minori tasse e quali rinviare.

Dopo il Consiglio dei ministri, il disegno di legge passerà al Parlamento. Saranno Camera e Senato a esaminare articoli, tabelle e coperture, con la possibilità di modificare il testo prima dell’approvazione entro la fine dell’anno.

Le due voci della lista originaria — gli obiettivi annunciati da Meloni e il varo in Consiglio dei ministri — sono quindi lo stesso dossier e sono state riunite per evitare due articoli quasi identici.

Per i lettori la domanda decisiva non è quante misure vengano annunciate, ma quali arrivino nel testo con una copertura verificabile. Solo dopo il varo sarà possibile distinguere tra titoli politici, stanziamenti reali e interventi rimandati.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 12:40.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.