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Madrid, sciopero a oltranza dei docenti: lezioni, salari e classi al centro dello scontro

Circa 65.000 insegnanti della scuola pubblica sono chiamati alla mobilitazione. I sindacati chiedono meno ore frontali, classi più piccole, più personale e interventi sugli edifici.

20 ottobre 2026 alle ore 07:40 · Madrid · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale IA di insegnanti in corteo pacifico a Madrid con quaderni, dettagli verdi e arredi scolastici simbolici.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
65.000docenti pubblici interessati
44,6%–70%forchetta delle stime di adesione
14 ottobreinizio dello sciopero indefinito

Lo sciopero a tempo indeterminato degli insegnanti della scuola pubblica della Comunità di Madrid è entrato nella quarta giornata con nuove azioni nel centro e nella periferia della capitale. La mobilitazione, iniziata il 14 ottobre, coinvolge potenzialmente circa 65.000 docenti non universitari e chiede un negoziato su orario, salari, dimensione delle classi, personale di supporto e infrastrutture.

Lunedì mattina circa 200 insegnanti hanno bloccato per un breve periodo la A-3 all’altezza di Moratalaz, collocando banchi e sedie sulla carreggiata come gesto simbolico. La polizia ha identificato alcuni partecipanti e il traffico ha subito rallentamenti, ma non sono stati segnalati incidenti gravi in quell’azione.

Nello stesso giorno centinaia di docenti hanno manifestato vicino a un evento della presidente regionale Isabel Díaz Ayuso.

Il confronto davanti al Palacio de Santoña è diventato più teso quando una parte dei manifestanti ha cercato di avvicinarsi agli ingressi. Gli agenti sono intervenuti per liberare il passaggio e sono state denunciate cariche e persone ferite. Un altro appuntamento della consigliera all’Istruzione Mercedes Zarzalejo a Vallecas è stato cancellato per la presenza di manifestanti.

Le organizzazioni sindacali chiedono di ridurre le ore di insegnamento frontale, portandole a 17 nella secondaria e a 22 nella primaria, rispetto ai livelli indicati dai docenti di 21 e 25. La riduzione non significherebbe lavorare meno in assoluto: l’obiettivo dichiarato è destinare più tempo a preparazione, valutazioni, colloqui, formazione e coordinamento con i servizi per gli studenti.

Un secondo punto riguarda le classi numerose e il sostegno agli alunni con bisogni specifici. I docenti chiedono più orientatori, educatori e personale specializzato, oltre a interventi sugli edifici e sulla climatizzazione. La piattaforma comprende anche una riduzione degli adempimenti burocratici e aumenti salariali, considerati necessari per trattenere personale qualificato in una regione dal costo della vita elevato.

Le stime sull’adesione divergono. Gli organizzatori hanno indicato una partecipazione vicina al 70% nella prima giornata; il dipartimento regionale dell’Istruzione l’ha valutata al 44,6%. La differenza può dipendere da metodi, orari e platee considerate. Senza una metodologia condivisa, la forchetta va riportata per intero e non risolta scegliendo il dato più favorevole a una delle parti.

Il governo regionale definisce la protesta politica e sostiene di avere già investito nel sistema. I sindacati accusano invece l’amministrazione di rifiutare un confronto sostanziale. La durata indefinita rende il negoziato urgente: ogni giornata aggiuntiva incide sulle lezioni e sulle famiglie, mentre i docenti rinunciano alla retribuzione corrispondente alle ore di sciopero.

Sono previste azioni decentralizzate nei comuni dell’area metropolitana, una manifestazione davanti all’Assemblea di Madrid e un nuovo corteo nella capitale. La strategia punta a mantenere visibile la vertenza senza limitarla a un solo appuntamento. Studenti e associazioni universitarie hanno espresso sostegno pur non essendo direttamente compresi nello sciopero del personale scolastico non universitario.

La mobilitazione si inserisce in un clima spagnolo già segnato dalle proteste per la casa e dalla campagna verso le elezioni anticipate del 29 novembre. I due movimenti hanno organizzazioni e obiettivi distinti, ma condividono il tema del costo della vita a Madrid. Per il governo regionale, ogni concessione avrà quindi anche una lettura politica nazionale.

La soluzione dipenderà da un accordo misurabile su organici, ore, classi e risorse. Un’intesa soltanto salariale lascerebbe aperte le questioni educative; una riduzione dell’orario senza nuove assunzioni rischierebbe invece di creare vuoti nelle lezioni. Per questo i docenti chiedono un pacchetto pluriennale, con scadenze e fondi verificabili.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 20 ottobre 2026 alle ore 07:40.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.