Il conducente dell'auto finita sabato mattina nel fiume Livenza è stato trovato morto. Il recupero è avvenuto a La Salute di Livenza, frazione di San Stino di Livenza, nel Veneziano. Lo scrivono Il Fatto Quotidiano e Sky TG24, dopo il primo lancio dell'ANSA sul ritrovamento della vettura.
L'uomo ha 69 anni secondo ANSA e Il Fatto. Sky indica un'età diversa e un nome. Quelle due informazioni non coincidono e qui non vengono riportate. Con lui, sull'auto, c'erano due cani da caccia.
I due stavano andando a una battuta di caccia. Un amico, su un'altra auto, ha visto la vettura uscire di strada e inabissarsi, e ha chiamato i soccorsi. Il Fatto colloca l'allarme intorno alle 6.30. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Portogruaro e i sommozzatori di Venezia.
L'ANSA, nel lancio delle 11:53, diceva che la causa poteva essere un malore, perché sull'argine non si vedevano segni di frenata. È un'ipotesi descritta dai testimoni e dai primi rilievi, non una conclusione del medico legale.
Sky aggiunge che il corpo è stato recuperato prima di mezzogiorno, a una decina di metri di profondità e a circa 50 metri dal punto in cui l'auto era sprofondata. La corrente e l'acqua torbida hanno reso più lente le ricerche.
Non risulta, nei resoconti di sabato, un comunicato della procura sulla dinamica. L'unica certezza pubblica è il recupero dell'auto e la morte del conducente. Il resto appartiene agli accertamenti.
Il Fatto scrive che i sommozzatori sono partiti da Mestre con l'autogrù. Sky descrive il mezzo come un Suv. I due giornali concordano sul punto essenziale: alla guida c'era una sola persona e i cani erano con lui. Non risulta un altro passeggero.
I vigili del fuoco hanno usato anche l'ecoscandaglio, secondo Sky, perché l'acqua era torbida e la corrente forte. Il mezzo è stato avvistato prima di mezzogiorno. Da quel momento è partito il recupero, non una ricerca ancora aperta.
