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Liste d'attesa, AGENAS registra 2 milioni di prenotazioni in più nei tempi

Nei primi nove mesi del 2026 crescono volumi e rispetto delle soglie: 78,6% per le prime visite e 85% per gli esami. Restano differenze regionali e criticità.

23 ottobre 2026 alle ore 06:01 · Italia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA ultrarealistica di un centro prenotazioni ospedaliero italiano; nessun dato personale è visibile.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
21,8 milioniprenotazioni totali
78,6%visite nei tempi
85%esami nei tempi

Nei primi nove mesi del 2026 il Servizio sanitario nazionale ha registrato 21,8 milioni di prenotazioni per prime visite ed esami diagnostici, contro 19,7 milioni nello stesso periodo del 2025.

Il nuovo bollettino AGENAS sulle liste d'attesa rileva quindi una crescita superiore al 10% e, nello stesso tempo, un miglioramento della quota di prestazioni fissate entro i limiti previsti per la classe di priorità indicata dal medico.

Le prime visite specialistiche sono passate da 11,3 a 12,3 milioni, con un aumento dell'8,3%. Gli esami diagnostici sono saliti da 8,4 a 9,5 milioni, pari al 13,3% in più.

Il monitoraggio si basa sui dati della Piattaforma nazionale delle liste di attesa aggiornati al 30 settembre e comprende 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici.

Il rispetto dei tempi di garanzia per le visite è migliorato dal 76,9% al 78,6%. Per gli esami la quota è salita dall'83,3% all'85%.

In valori assoluti, 9,6 milioni di prime visite sono state prenotate nei tempi, circa 935mila in più dell'anno precedente; per gli accertamenti nei tempi il volume è passato da 7 a 8,1 milioni, con un incremento di 1,1 milioni.

Il progresso non elimina il problema delle attese oltre soglia. Le prime visite prenotate con maggiore ritardo sono diminuite solo da 2,14 a 2,11 milioni, mentre gli esami fuori tempo sono passati da 1,089 a 1,084 milioni.

In percentuale il peso scende rispettivamente dal 18,9% al 17,2% e dal 12,9% all'11,4%, ma si tratta ancora di oltre tre milioni di appuntamenti complessivi.

I miglioramenti più netti riguardano alcune prestazioni urgenti e brevi. Per le prime visite urgenti, da garantire entro tre giorni, la quota nei tempi sale dal 78,8% all'81,7%; per quelle brevi, entro dieci giorni, dal 78,2% all'80,6%.

Negli esami urgenti il dato passa dal 74,2% al 77,3%, mentre nella classe breve cresce dal 76,5% al 78,2%.

Anche le singole prestazioni mostrano risultati disomogenei. Le prime visite oncologiche raggiungono il 95,3% nei tempi, mentre la dermatologica, pur migliorando dal 65,8% al 69,9%, resta fra le più critiche.

Negli accertamenti, la colonscopia sale dal 62,8% al 69,3% e la gastroscopia dal 68,6% al 72,6%. AGENAS segnala inoltre differenze territoriali: alcune Regioni migliorano, altre arretrano in specifiche aree.

Il bollettino misura la prenotazione rispetto alla priorità clinica, non la qualità della cura né la durata di ogni percorso diagnostico. Dal 2027 il nuovo Piano nazionale 2026-2028 allargherà il perimetro monitorato da 55 a 114 prestazioni.

Per i cittadini il dato più utile resta la classe scritta sulla prescrizione: se il sistema non propone un appuntamento nei termini, occorre verificare con il servizio sanitario regionale i percorsi di tutela previsti.

I dati aggregati non misurano da soli l'esperienza di ogni paziente. Una percentuale nazionale può nascondere differenze fra regioni, aziende sanitarie, specialità e classi di priorità; inoltre una prenotazione registrata non equivale necessariamente a una prestazione già eseguita.

Per valutare i progressi servono serie confrontabili nel tempo, la quota di rinunce e mancate presentazioni e l'effettiva disponibilità di alternative quando il primo appuntamento supera i tempi previsti.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 23 ottobre 2026 alle ore 06:01.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.