Mondo / Libertà di stampa

Lina Attalah è libera, Mada Masr no: cosa resta dopo sette ore di fermo e una multa milionaria

La giornalista egiziana è uscita dal tribunale dopo il pagamento di 3 milioni di sterline. Restano l’ordine di chiusura del sito, la confisca e un secondo processo già fissato.

28 ottobre 2026 alle ore 12:06 · Mondo · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Giornalista vista di spalle esce da un tribunale del Cairo al tramonto, illustrazione editoriale IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
7 oredi fermo
3 mlnsterline egiziane di multa
48 mila €stima minima della conversione

Lina Attalah, fondatrice e caporedattrice della testata indipendente egiziana Mada Masr, è stata rimessa in libertà dopo circa sette ore di fermo nel tribunale del Nuovo Cairo. L’uscita è avvenuta dopo il pagamento di una multa di 3 milioni di sterline egiziane, una somma indicata dalle diverse conversioni tra circa 48 mila euro e 53-56 mila dollari.

Il rilascio chiude la fase più immediata della vicenda, ma non cancella la sentenza né il rischio per la sopravvivenza del giornale.

Il tribunale ha condannato Attalah per la gestione di un sito d’informazione senza licenza, applicando la sanzione massima prevista. Ha inoltre ordinato la chiusura di Mada Masr e la confisca delle sue attrezzature. La difesa ha annunciato l’intenzione di presentare appello.

Il pagamento della multa ha consentito di sospendere l’esecuzione personale più urgente, ma non equivale a un’assoluzione e non elimina gli altri effetti della decisione.

Secondo la ricostruzione della testata e dei legali presenti in aula, il processo si è concluso già alla prima udienza. La difesa aveva chiesto tempo per esaminare il fascicolo, produrre documenti e ascoltare testimoni. Le richieste sarebbero state respinte. Il giudice avrebbe poi nominato un avvocato d’ufficio non scelto da Attalah, nonostante fossero presenti i suoi difensori.

Si tratta della versione degli avvocati e di Mada Masr, che contesteranno anche questi passaggi nell’impugnazione.

La questione della licenza è al centro del caso. Mada Masr afferma di avere avviato le procedure già nel 2018 e di avere successivamente rinnovato o integrato le richieste senza ricevere una risposta definitiva dalle autorità. Il sito è comunque bloccato in Egitto dal 2017, pur continuando a pubblicare in arabo e in inglese.

Nato nel 2013, è rimasto uno dei pochi spazi indipendenti capaci di occuparsi di politica, economia, sicurezza e diritti umani nel Paese.

Durante le pratiche per il rilascio è emerso un ulteriore problema. Attalah ha appreso dell’esistenza di una condanna a un anno di carcere emessa in sua assenza nel 2024 per accuse legate alla pubblicazione di notizie false e alla gestione di un sito senza autorizzazione.

La difesa ha presentato opposizione e una nuova udienza è stata fissata per l’11 novembre 2026. Anche dopo il pagamento della multa, quindi, la giornalista resta esposta a un secondo procedimento con conseguenze potenzialmente più gravi.

Organizzazioni egiziane e internazionali per i diritti umani hanno descritto il caso come un attacco senza precedenti a una delle ultime redazioni indipendenti del Paese. Una coalizione di 119 gruppi e mezzi d’informazione aveva chiesto l’archiviazione del procedimento. Le autorità egiziane sostengono invece che le testate debbano rispettare la normativa sulle licenze e i requisiti di sicurezza nazionale.

La distinzione tra la libertà personale di Attalah e la libertà operativa di Mada Masr è essenziale. La giornalista non è più trattenuta, ma il sito ha ricevuto un ordine di chiusura, i suoi beni possono essere confiscati e l’appello deve ancora cominciare.

Presentare il rilascio come la fine della storia significherebbe ignorare la parte più profonda del caso: la possibilità concreta che una redazione già oscurata nel Paese venga privata anche degli strumenti per continuare a lavorare.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 12:06.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.