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Julia Deck vince il Lattes Grinzane con “Ann d’Inghilterra”, scelto dagli studenti

La sedicesima edizione si è conclusa il 17 ottobre ad Alba. Premio speciale ad Amitav Ghosh e una giuria scolastica di 400 lettori.

19 ottobre 2026 · Alba · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Ritratto editoriale di Julia Deck generato con IA sulla base di un riferimento fotografico della Fondazione Bottari Lattes; non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
XVIEdizione del premio
400Studenti nelle giurie
17 ottobreCerimonia ad Alba

Julia Deck ha vinto il Premio Lattes Grinzane 2026 con Ann d’Inghilterra, pubblicato in Italia da Adelphi nella traduzione di Yasmina Melaouah. La proclamazione è avvenuta il 17 ottobre al Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba, durante la cerimonia conclusiva della sedicesima edizione. Nella stessa occasione Amitav Ghosh ha ricevuto il Premio speciale e ha tenuto una lezione pubblica.

La scelta del libro vincitore è affidata alle giurie scolastiche, che quest’anno riunivano quattrocento studenti. Il loro lavoro segue quello della giuria tecnica, incaricata di individuare la cinquina finalista. Il premio unisce così due momenti distinti: la selezione iniziale da parte di studiosi e professionisti della letteratura e il confronto dei giovani lettori con tutte le opere rimaste in gara.

Accanto a Deck erano finalisti Mathias Enard con Disertare, Andrew Miller con La terra d’inverno, Andrew Porter con La vita immaginata e Clara Usón con Le belve. I cinque libri arrivavano da autori francesi, britannici, statunitensi e spagnoli.

Il riconoscimento, intitolato a Mario Lattes, mette nello stesso percorso opere italiane e straniere pubblicate nell’ultimo anno, senza separare le due provenienze in categorie concorrenti diverse.

Ann d’Inghilterra attraversa il rapporto fra una figlia e la madre inglese. La vicenda prende avvio da una grave crisi di salute della donna e intreccia il presente dell’assistenza con la ricostruzione della sua vita.

Nella presentazione dell’editore, il racconto segue il passaggio dall’Inghilterra alla Francia, gli studi, la costruzione di un’identità nuova e la lunga relazione familiare, segnata insieme da vicinanza e distanza.

Il libro alterna il diario della figlia alla storia della madre, lavorando sul confine fra esperienza autobiografica e costruzione narrativa. Questa impostazione è al centro anche della lettura proposta dalla giuria tecnica: la memoria non restituisce un percorso completo e ordinato, ma porta con sé domande, omissioni e aspetti rimasti sconosciuti.

La cura diventa così anche occasione per interrogare un legame e ciò che ciascuno crede di sapere dell’altro.

L’edizione italiana è uscita nel 2025 nella collana Fabula ed è composta da 201 pagine. Il riconoscimento valorizza quindi anche il passaggio del testo tra lingue e pubblici diversi, reso possibile dalla traduzione. Il nome di Yasmina Melaouah accompagna quello dell’autrice nella presentazione ufficiale, un elemento significativo in una cinquina formata interamente da libri di scrittori stranieri.

Il percorso scolastico del premio si è ampliato con l’ingresso di nuove realtà, fra cui il liceo Forteguerri di Pistoia, il polo scolastico di Finale Ligure, il Lycée René Char di Avignone e l’istituto Magarotto di Torino. La partecipazione di quest’ultimo ha accompagnato l’introduzione della lingua dei segni nella cerimonia.

Gli studenti non sono soltanto pubblico dell’appuntamento finale: la lettura delle opere costituisce la base della loro responsabilità nella scelta.

La giornata di Alba ha ricordato anche Caterina Bottari Lattes, fondatrice del premio, scomparsa in agosto. La nuova presidente Elena Bottari ne ha richiamato l’impegno culturale. La lezione di Ghosh ha affrontato il rapporto fra luoghi, alimentazione e trasformazioni globali, collegando colonialismo, capitalismo e crisi climatica nel contesto del programma culturale della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Il risultato consegna il premio a un’opera che porta al centro una storia familiare e il lavoro necessario per comprenderla. Il meccanismo della giuria scolastica aggiunge un altro elemento: il giudizio finale nasce da un percorso di lettura condiviso tra ragazzi di istituti diversi.

La vittoria del 17 ottobre chiude quel percorso annuale e rende riconoscibile, insieme all’autrice, la comunità di lettori che l’ha scelta.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 19 ottobre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.