Italia / Economia

Istat, 1,28 milioni di persone in insicurezza alimentare moderata o grave

Il fenomeno riguarda il 2,2% dei residenti e sale al 2,9% nel Mezzogiorno. Quasi 5,5 milioni non riescono ad accedere a un’alimentazione adeguata.

17 ottobre 2026 alle ore 00:39 · Italia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Spesa essenziale e calcolatrice su un tavolo di cucina; illustrazione editoriale IA, non fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
1,28 mlninsicurezza moderata o grave
2,9%quota nel Mezzogiorno
5,5 mlnpersone senza dieta adeguata

Nel 2025 circa 1,28 milioni di persone residenti in Italia si trovavano in una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave, pari al 2,2% della popolazione. Il dato è stato diffuso dall’Istat il 16 ottobre in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.

La quota è più alta nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 2,9%, mentre si ferma all’1,8% sia nel Centro sia nel Nord.

L’infografica statistica evidenzia anche differenze tra gruppi. L’indicatore riguarda il 4,9% delle persone straniere e l’1,9% delle persone italiane; tra chi ha limitazioni nelle attività abituali per motivi di salute sale al 3,9%, più del doppio rispetto a chi non ne ha (1,7%).

Questi confronti non dimostrano da soli le cause del divario, ma mostrano che il rischio non è distribuito in modo uniforme.

L’Istat presenta anche una misura più ampia: quasi 5,5 milioni di persone, il 9,3% dei residenti, non riescono ad accedere a un’alimentazione adeguata. Questo indicatore è diverso dall’insicurezza moderata o grave e non va sommato al numero di 1,28 milioni: le definizioni e le soglie osservate non coincidono.

La quota italiana è aumentata di 1,4 punti percentuali rispetto al 2021, mentre la media dell’Unione europea è dell’8,5%.

Le difficoltà economiche si riflettono anche nella possibilità di acquistare il cibo necessario: oltre 1,9 milioni di persone, il 3,3%, dichiarano questa difficoltà. Il dato è sceso di 5,4 punti percentuali in dieci anni, ma resta più alto nel Mezzogiorno (4%).

Tra le persone che vivono sole, il 13,3% non può permettersi un’alimentazione adeguata; tra gli under 35 che vivono soli la quota raggiunge il 16,5%. Le famiglie monogenitore con figli minori risultano più esposte rispetto alle coppie con figli.

La fotografia distingue quindi più livelli di difficoltà: insicurezza alimentare grave o moderata, impossibilità di mantenere una dieta adeguata e difficoltà ad acquistare il cibo necessario. Non sono sinonimi e ciascuna misura descrive una parte del problema.

Per leggere correttamente il dato principale, il 2,2% va riferito alla definizione specifica di insicurezza alimentare moderata o grave, non a tutte le famiglie che incontrano ostacoli nella spesa.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 17 ottobre 2026 alle ore 00:39.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.