Le esportazioni italiane sono aumentate del 9% in valore ad agosto 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ma sono diminuite dell’1,5% rispetto a luglio. La fotografia diffusa dall’Istat il 16 ottobre mostra due andamenti diversi: nel confronto annuale il commercio estero resta in crescita, mentre il dato mensile segnala una frenata.
Anche le importazioni sono scese su base mensile, dell’1,6%, ma risultano in aumento del 9,7% rispetto ad agosto 2025.
Il confronto mensile va letto con una cautela precisa: l’Istat spiega che la dinamica dell’export è stata influenzata da vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate nel mese precedente. Escludendo questo effetto, la flessione congiunturale stimata sarebbe più contenuta, pari allo 0,4%.
Il dato non cancella il calo, ma evita di interpretare l’intera variazione di agosto come un cambiamento uniforme della domanda estera.
La crescita annua è trainata soprattutto dai mercati extra europei. In valore, le vendite verso questi Paesi sono salite del 16,7%, contro l’1,6% nell’area Ue. Tra i contributi positivi più marcati compaiono autoveicoli (+55,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+55,4%) e metalli di base e prodotti in metallo (+26,5%).
L’Istat segnala invece una flessione dell’export di macchinari e apparecchi non classificati altrove, pari all’1,4%.
Anche la geografia dei flussi è concentrata: Svizzera e Stati Uniti hanno dato i contributi positivi maggiori all’export, seguiti da Cina e Paesi OPEC; la Francia ha fornito il contributo negativo più ampio.
Nei primi otto mesi dell’anno l’export è cresciuto del 5%, poco più dell’import (+4,8%), e l’avanzo commerciale cumulato è salito a 34,7 miliardi dai 32,5 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Il saldo positivo complessivo convive però con una fragilità energetica. Ad agosto il deficit energetico è stato di 5,152 miliardi, più ampio dei 3,431 miliardi di un anno prima; nello stesso tempo l’avanzo dei prodotti non energetici è aumentato a 6,925 miliardi.
I prezzi all’importazione sono cresciuti dell’1,7% sul mese e del 7,3% sull’anno, con i rincari energetici indicati dall’Istat tra i principali fattori. Il prossimo aggiornamento sui dati di settembre è previsto per il 13 novembre.
