L’Istat ha confermato al 3,1% il rapporto tra indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e prodotto interno lordo nel 2025. Il dato, invariato rispetto alla stima di primavera, mantiene il disavanzo appena sopra la soglia europea del 3%.
La crescita reale del Pil è stata rivista allo 0,6% e il saldo primario è risultato positivo per lo 0,8% del Pil. La conferma del deficit rende impraticabile nell’immediato l’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
La decisione formale compete alle istituzioni dell’Unione. Il dato Istat non equivale a una nuova sanzione, ma restringe i margini politici mentre il governo prepara la manovra.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso rammarico per la mancata uscita anticipata e ha indicato il 2027 come nuovo obiettivo. Giorgia Meloni ha contestato l’interpretazione politica del dato, sostenendo che successive revisioni potrebbero modificare il quadro.
Le dichiarazioni del governo non cambiano il valore certificato dall’Istat né la procedura europea in corso. L’eventuale uscita dipenderà dai conti successivi e dalla decisione delle istituzioni dell’Unione.
