Giorgia Meloni si è detta favorevole a estendere l’aliquota Irpef del 33% oltre l’attuale limite di 50 mila euro di reddito. La presidente del Consiglio è intervenuta il 14 ottobre alla Camera, rispondendo a Luigi Marattin durante le repliche sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
La proposta discussa riguarda una soglia di 60 mila euro. Il 33% fino a 50 mila euro è invece già previsto per il 2026: l’apertura politica della premier non introduce da sola una nuova riduzione e non modifica le trattenute applicate ai contribuenti.
L’Agenzia delle Entrate indica che la legge di bilancio 2026 ha ridotto dal 35% al 33% la seconda aliquota. Per la parte di reddito che supera 50 mila euro resta il 43%. È proprio la porzione oggi collocata nello scaglione superiore che sarebbe interessata dall’eventuale estensione.
Un esempio mostra la differenza fra una soglia e l’intero reddito: su un imponibile di 55 mila euro, i 5 mila euro oltre il limite attuale verrebbero tassati al 33% anziché al 43%. Il calcolo dà 500 euro annui di minore imposta lorda, soltanto nell’ipotesi di approvazione senza altre modifiche.
La simulazione non comprende detrazioni e addizionali e non rappresenta un risparmio già acquisito. Per conoscere benefici effettivi, decorrenza e possibili esclusioni servirà il testo definitivo della prossima legge di bilancio.
