L'inflazione italiana è salita al 4,2% su base annua a settembre, secondo la stima preliminare dell'Istat. Ad agosto il tasso era al 3,3%, mentre rispetto al mese precedente i prezzi aumentano dello 0,7%.
La spinta principale arriva dall'energia: i prezzi dei beni regolamentati crescono del 25,9% su base annua e quelli non regolamentati del 22,2%. Accelerano anche gli alimentari freschi, al 5,5%.
L'inflazione di fondo, calcolata senza energia e alimentari freschi, sale dall'1,5% all'1,7%. Questo indica che l'aumento più forte resta concentrato nelle componenti volatili.
Per le famiglie conta soprattutto la frequenza delle spese. I prodotti acquistati più spesso registrano un aumento annuo del 5,3%, mentre il cosiddetto carrello della spesa cresce dell'1,7%.
L'indice armonizzato europeo IPCA è stimato al 4,1%. L'inflazione acquisita per l'intero 2026, cioè quella che si avrebbe con prezzi fermi fino a dicembre, è pari al 3,1%.
I dati sono provvisori e potranno essere rivisti con la pubblicazione definitiva. Per mutui, stipendi e pensioni non determinano da soli un adeguamento immediato, ma influenzano potere d'acquisto, tassi e future rivalutazioni.
