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Indonesia, le proteste si allargano allo smog degli incendi

A Palangkaraya nuovi cortei chiedono l’emergenza nazionale. Singapore amplia le richieste di documenti alle imprese: i provvedimenti servono agli accertamenti e non sono condanne.

20 ottobre 2026 alle ore 07:30 · Palangkaraya · Aggiornato il 24 ottobre 2026 alle ore 00:00 · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione IA di contesto: ponte Kahayan a Palangkaraya; non documenta la qualità dell’aria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
23 ottobrenuove proteste a Palangkaraya
oltre 500partecipanti indicati da AP
10 societàdestinatarie delle richieste documentali a Singapore

Le proteste studentesche in Indonesia si sono allargate alla gestione del fumo degli incendi, con oltre cinquecento persone riunite venerdì 23 ottobre davanti agli uffici del governatore del Kalimantan centrale a Palangkaraya. I partecipanti chiedono interventi più incisivi e la dichiarazione di emergenza nazionale. La mobilitazione si intreccia con le precedenti contestazioni economiche al governo.

Associated Press riferisce iniziative in più di mezza dozzina di città durante la settimana, compresi centri del Borneo dove si concentrano diversi incendi. La richiesta di emergenza è una posizione dei manifestanti: la sua presenza negli slogan non dimostra che il provvedimento sia stato adottato. I dati delle singole piazze non costituiscono un totale nazionale dei partecipanti.

Il fumo deriva soprattutto da incendi boschivi e delle torbiere, spesso associati alla preparazione di terreni agricoli. Condizioni secche favoriscono la propagazione e rendono più difficile il contenimento. L'origine di un singolo incendio e le eventuali responsabilità di un'impresa richiedono però accertamenti specifici: il quadro ambientale non identifica automaticamente chi abbia appiccato il fuoco.

L'emergenza supera i confini indonesiani. La National Environment Agency di Singapore ha pubblicato il 23 ottobre un nuovo passaggio delle verifiche sulle attività societarie legate alle concessioni agricole e forestali. L'agenzia cerca informazioni sulle aree interessate, sui collegamenti tra imprese e sulle azioni adottate per prevenire o spegnere gli incendi.

Il comunicato distingue due gruppi di misure. Il 16 ottobre erano stati inviati avvisi preventivi a sette società indonesiane per incendi a Sumatra; il 19 ottobre erano state aggiunte tre società collegate ad aree del Kalimantan. Gli avvisi chiedono interventi contro i roghi, interruzione delle attività di combustione e presentazione dei piani necessari a impedirne la diffusione.

Le richieste del 23 ottobre riguardano inoltre documenti di dieci società registrate a Singapore, attive nella palma da olio o nella filiera forestale e con concessioni o imprese collegate in Indonesia. Non sono dieci nuovi roghi identificati, né dieci condanne. Il procedimento riguarda l'acquisizione di informazioni utili a verificare possibili responsabilità transfrontaliere.

La distinzione evita di fermare il conteggio ai primi sette destinatari. Per le società indonesiane gli avvisi preventivi erano già arrivati complessivamente a dieci il 19 ottobre; il nuovo gruppo di richieste documentali ha un diverso fondamento e destinatari registrati a Singapore. I due elenchi non vanno sommati come se indicassero venti responsabili definitivamente accertati.

La protesta ha anche un precedente scolastico concreto. Il 9 settembre le scuole di Palembang erano passate alla didattica a distanza per la qualità dell'aria, con oltre 250mila studenti e 1.030 istituti coinvolti secondo gli annunci locali riportati da AP.

È un dato di settembre, utile per capire la durata della crisi, non un nuovo bilancio delle chiusure del 24 ottobre.

Le richieste degli studenti uniscono così gestione immediata dei fumi, continuità delle lezioni e controllo delle attività che possono alimentare i roghi. Le verifiche di Singapore seguono un percorso distinto dalle decisioni indonesiane sull'emergenza. La prosecuzione dei due filoni dipenderà rispettivamente dalle risposte istituzionali alle proteste e dai documenti che le società dovranno fornire all'autorità ambientale.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Testo originale. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 ottobre 2026 alle ore 00:00. Come lavoriamo