L’incendio scoppiato nelle Hautes Fagnes, la regione di torbiere e brughiere conosciuta anche come High Fens, ha ormai interessato circa 3.000 ettari. È il più vasto rogo boschivo mai registrato in Belgio e ha già bruciato una superficie più che doppia rispetto ai circa 1.400 ettari dell’incendio del 2011, fino a oggi considerato il precedente più grave.
L’area colpita si trova nella parte orientale del Paese, vicino ai confini con Germania e Lussemburgo. Il terreno secco e ricco di torba può continuare a bruciare sotto la superficie, rendendo più difficile capire dove il fronte sia davvero spento e aumentando il rischio di nuove riaccensioni.
Secondo l’aggiornamento diffuso da Reuters il 16 agosto, il fronte dell’incendio si sta spostando verso la Germania. Il fumo ha già interessato l’area di Monschau e le autorità tedesche hanno invitato gli abitanti delle zone esposte a tenere chiuse porte e finestre e a seguire le comunicazioni locali.
Un calo delle temperature e l’aumento dell’umidità potrebbero aiutare le operazioni, ma l’emergenza non è ancora conclusa. Nelle torbiere le parti più profonde possono restare calde anche quando in superficie le fiamme sembrano diminuire.
Vigili del fuoco belgi, tedeschi e lussemburghesi stanno lavorando insieme, affiancati dall’esercito e dagli agricoltori della zona. L’Unione Europea ha messo a disposizione tre elicotteri e due aerei antincendio, impiegati per contenere i settori più difficili da raggiungere da terra.
Le squadre hanno costruito e rinforzato linee di difesa attorno ai centri evacuati, con l’obiettivo di impedire al fuoco di raggiungere le abitazioni. Le operazioni proseguono su un territorio irregolare, dove torba, vegetazione secca e vento possono cambiare rapidamente il comportamento delle fiamme.
Le linee di contenimento attorno ai villaggi stanno per ora resistendo e non risultano abitazioni distrutte. Circa 600 persone erano state evacuate nei giorni precedenti, secondo Associated Press, e agli abitanti non è ancora stato consentito di tornare nelle proprie case.
La cautela resta necessaria perché il perimetro è molto esteso e la direzione del vento può spingere fumo e scintille oltre le aree già presidiate. Prima di autorizzare il rientro, le autorità devono verificare che non restino focolai sotterranei e che le strade siano sicure per residenti e mezzi di soccorso.
