La Corte d'Appello di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato il 13 ottobre la nullità della sentenza di primo grado nella controversia fra Ilaria Salis e due ex assistenti. Il procedimento torna davanti al Tribunale, che dovrà pronunciarsi nuovamente sul licenziamento dei collaboratori.
Il precedente provvedimento aveva riconosciuto ai due circa 300 mila euro. I giudici d'appello hanno accolto la richiesta dei legali dell'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, basata sul difetto nell'instaurazione del contraddittorio: Salis aveva contestato di non aver potuto esercitare il diritto di difesa.
Il primo giudizio si era svolto senza la partecipazione della parlamentare. Secondo i suoi avvocati, il problema riguardava la notificazione degli atti; la decisione d'appello interviene su quel passaggio procedurale e annulla il provvedimento che ne era seguito.
Non è quindi una sentenza che dichiara già legittimi i licenziamenti o infondate le richieste degli assistenti. Quelle questioni restano da esaminare nel nuovo giudizio. Si tratta di una causa di lavoro: l'espressione «condanna» usata nella cronaca non indica qui una condanna penale.
