Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha liquidato i timori su un’intelligenza artificiale «fuori controllo» dopo segnalazioni di decine di migliaia di incidenti problematici legati a modelli di frontiera di OpenAI e Anthropic. «Non me ne preoccupo», ha detto a Fox News.
Trump ha aggiunto che si tratta di un settore enorme, che gli Usa sono avanti sulla Cina e stanno costruendo infrastrutture per migliaia di miliardi di dollari. «Perché dovremmo rinunciarci? Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo», ha dichiarato.
Domenica 27 settembre Trump ha confermato di cenare alla Casa Bianca con Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, che da settimane chiede di rallentare il ritmo di miglioramento dei modelli di frontiera per dare tempo alla sicurezza.
Secondo Reuters e Corriere, il presidente stima un vantaggio di circa un anno e mezzo sulla Cina e teme che nuove regole rallentino gli Stati Uniti a favore di Pechino. Una riunione più ampia con leader del settore è prevista per martedì.
Bill Gates, cofondatore di Microsoft, ha preso la linea opposta su Meet the Press (Nbc). Ha detto di voler incontrare Trump sull’IA e ha affermato che nessuno pensa che l’autoregolamentazione basti: serve una legge a Washington.
Gates ha avvertito che l’IA è abbastanza potente da innescare scenari catastrofici e che un accordo internazionale potrebbe essere più difficile dei negoziati nucleari della Guerra Fredda. Ha chiesto monitoraggio obbligatorio e ruolo delle forze dell’ordine.
Il contrasto è tra chi, come Trump, privilegia la corsa tecnologica e chi, come Gates e Amodei, chiede freni e norme vincolanti. I report di incidenti su agenti autonomi restano oggetto di indagine interna alle aziende, non di un bollettino ufficiale di Stato.
Per il lettore italiano il fatto rilevante è la polarizzazione del dibattito Usa: Casa Bianca che non rallenta e figure storiche del tech che chiedono legge, mentre l’Europa resta sullo sfondo con il proprio quadro normativo.
