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Hormuz, affonda la GFS Pride: evacuati tutti i 21 marinai

Singapore conferma anche i danni alla GFS Giselle, arrivata in un ancoraggio sicuro. La Cape Dao è un episodio separato, iniziato il 23 settembre.

15 ottobre 2026 alle ore 06:43 · Stretto di Hormuz · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA dello Stretto di Hormuz con navi mercantili integre; contesto geografico, non ricostruzione degli attacchi.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
GFS Prideaffondata, equipaggio evacuato
GFS Giselledanneggiata, in luogo sicuro
43 marinaial sicuro sulle due navi

La portacontainer GFS Pride è affondata dopo danni e un incendio mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. L’autorità marittima di Singapore ha comunicato il 14 ottobre che tutti i 21 membri dell’equipaggio sono stati evacuati e che non sono stati segnalati feriti.

Lo stesso comunicato riferisce un secondo episodio: la GFS Giselle ha riportato danni allo scafo, ma ha raggiunto autonomamente un ancoraggio sicuro. I suoi 22 marinai sono al sicuro, senza feriti segnalati.

Le due navi, entrambe registrate a Singapore, sarebbero state colpite da proiettili non identificati rispettivamente il 13 e il 14 ottobre, secondo il calendario locale di Singapore. Il comunicato non identifica l’arma né attribuisce direttamente la responsabilità degli attacchi.

Reuters riferisce anche l’affondamento della Cape Dao, una nave per carichi secchi già colpita il 23 settembre. Si tratta quindi di una vicenda distinta: la data della perdita della nave non coincide necessariamente con quella dell’attacco.

Per le due portacontainer segnalate da Singapore, 43 persone risultano complessivamente al sicuro. La GFS Giselle non è fra le navi affondate: i danni e l’arrivo in un’area protetta sono gli esiti comunicati dall’autorità.

Gli episodi interessano una rotta fondamentale per le forniture energetiche. Il peggioramento della sicurezza marittima aggiunge rischi al trasporto delle merci, senza consentire di ricavare dal solo numero delle navi colpite una variazione precisa dei prezzi italiani dei carburanti.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 15 ottobre 2026 alle ore 06:43.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.