Gli automobilisti britannici possono consultare su Google Maps i prezzi quasi in tempo reale di benzina e diesel nelle stazioni vicine. La funzione usa Fuel Finder, il sistema pubblico che raccoglie le comunicazioni obbligatorie dei distributori nel Regno Unito.
Da febbraio le stazioni devono aggiornare il prezzo entro trenta minuti da ogni variazione. L'autorità per la concorrenza può intervenire quando emergono prove di mancato rispetto dell'obbligo, mentre i dati disponibili coprono circa il 99% del carburante venduto sulle strade britanniche.
Per usare il servizio basta cercare una stazione o un'area sulla mappa. I valori mostrati consentono di confrontare i punti vendita prima di raggiungerli, evitando deviazioni casuali o controlli su più applicazioni.
Il dato non è istantaneo al secondo: tra la modifica alla pompa, la comunicazione al sistema e la visualizzazione può esistere un intervallo. La definizione più corretta è quindi quasi in tempo reale e il prezzo sul posto resta quello applicato al momento del rifornimento.
Il governo britannico stima un risparmio medio di circa 40 sterline l'anno per le famiglie con un'auto che confrontano i prezzi. È una stima media e il vantaggio reale dipende da chilometri percorsi, differenze locali, tipo di carburante e possibilità di scegliere tra più stazioni.
Fuel Finder era già utilizzato da Waze, PetrolPrices, AA, Confused.com e RAC Fuel Watch. L'arrivo su Google Maps amplia la platea potenziale perché porta il confronto dentro un'applicazione di navigazione già impiegata per pianificare gli spostamenti.
Il progetto deriva da una raccomandazione della Competition and Markets Authority per aumentare trasparenza e concorrenza. La disponibilità dei dati permette alle piattaforme di creare servizi diversi, ma l'efficacia dipende dalla puntualità e dall'accuratezza degli aggiornamenti inviati dai gestori.
La funzione annunciata riguarda il mercato britannico e non implica un'attivazione contemporanea in Italia. Regole, fonti dei dati e copertura dei distributori cambiano da Paese a Paese, quindi l'estensione richiederebbe accordi e basi informative equivalenti.
