Sei persone sono morte e ventotto sono rimaste ferite il 23 ottobre in un attacco contro una chiesa nel governatorato di Karak, in Giordania. Il bilancio è stato comunicato dalla Direzione di pubblica sicurezza. Uomini armati hanno aperto il fuoco durante un corteo funebre.
La televisione statale Al-Mamlaka ha riferito che gli assalitori sono scesi da un veicolo davanti alla chiesa di Hamoud. Le forze di sicurezza sono intervenute e hanno avviato la ricerca dei responsabili. Un primo bilancio di sette morti è stato successivamente corretto a sei.
Reuters ha verificato un video di sorveglianza attraverso il percorso d'ingresso e il muro attorno alla chiesa. Le immagini mostrerebbero tre persone che sparano dall'esterno e si riparano prima di dirigersi verso l'entrata. La verifica riguarda il luogo del filmato, non l'identità degli uomini.
Un partecipante al funerale ha raccontato alla televisione pubblica che decine di persone erano presenti. Ha parlato di almeno due assalitori visibili, uno con un fucile e uno con una pistola. La testimonianza descrive la scena, ma l'indagine dovrà stabilire numero e ruoli esatti.
Non risultava una rivendicazione immediata. Le autorità giordane non avevano indicato un'organizzazione responsabile né un movente definitivo. Questo limite esclude di attribuire l'attacco a gruppi religiosi, politici o stranieri senza prove rese pubbliche dagli investigatori.
Il re Abdullah ha definito l'episodio un attacco terroristico e ha promesso una risposta severa. La qualifica esprime la posizione ufficiale del capo dello Stato. Le contestazioni penali e l'individuazione dei mandanti dipenderanno però dagli elementi raccolti dalle forze di sicurezza.
La Direzione di pubblica sicurezza ha invitato cittadini e mezzi d'informazione a non diffondere voci e a usare soltanto comunicazioni verificate. Il governo ha spiegato che gli agenti stavano operando sul campo. L'avviso è arrivato mentre circolavano numeri discordanti sulle vittime.
Gli attacchi di questo tipo sono rari in Giordania, Paese generalmente stabile nonostante le tensioni regionali. Le autorità affermano di avere sventato negli anni precedenti piani di militanti islamisti. Questo contesto non dimostra un collegamento con l'episodio di Karak.
I cristiani sono una minoranza della popolazione giordana e il Paese ospita luoghi biblici visitati da pellegrini. Il ministro degli Affari religiosi e diversi parlamentari hanno condannato l'attacco. La risposta istituzionale insiste sull'unità nazionale e sulla protezione dei luoghi di culto.
Le informazioni da aggiornare sono tre: eventuale arresto degli assalitori, revisione del bilancio sanitario e attribuzione del movente. Fino a nuove comunicazioni, il fatto verificato resta una sparatoria durante un funerale, con sei morti e ventotto feriti secondo la sicurezza pubblica giordana.
Il cambiamento del bilancio iniziale mostra perché le cifre delle prime ore devono essere attribuite e datate. Ospedali, polizia e governo possono correggere i numeri mentre identificano vittime e ricoverati. Un aggiornamento successivo non renderebbe inattendibile la correzione attuale.
