Scienza / Salute

Un solo gene, denti opposti: C2CD3 può aggiungerli o farli mancare nella stessa bocca

Lo studio su 24 persone, topi e polli collega rare varianti al numero, alla forma e ai tempi di sviluppo dei denti. Il meccanismo cambia tra mascella superiore e inferiore.

28 ottobre 2026 alle ore 09:16 · Scienza · 3 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Ricercatrice osserva modelli tridimensionali di denti in un laboratorio, immagine editoriale IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

Rare varianti del gene C2CD3 sono state collegate a differenze nel numero, nella forma e nei tempi di sviluppo dei denti. La particolarità è che alterazioni dello stesso gene possono produrre effetti opposti in zone diverse della bocca: denti mancanti in una parte della mandibola e denti aggiuntivi in un’altra.

Il risultato emerge da uno studio internazionale accettato da Proceedings of the National Academy of Sciences.

I ricercatori hanno analizzato 24 persone con difetti dentali complessi e hanno individuato nove varianti rare, sette delle quali descritte come nuove, in C2CD3. Tra le manifestazioni osservate figurano assenza di denti, forme insolite, variazioni di dimensione e presenza di denti già alla nascita.

Il gene era già associato alla sindrome orofaciodigitale di tipo XIV, una condizione rara che può interessare più strutture durante lo sviluppo.

C2CD3 partecipa alla formazione delle ciglia primarie, minuscole strutture che sporgono dalle cellule e funzionano come antenne per ricevere segnali. Durante lo sviluppo embrionale questi segnali contribuiscono a determinare dove e quando si formeranno i tessuti. Se le ciglia non funzionano correttamente, le istruzioni possono cambiare in modo diverso a seconda della posizione.

Per capire il meccanismo, il gruppo ha studiato modelli di topo nei quali C2CD3 era stato disattivato in specifici tessuti. Gli animali riproducevano varie anomalie osservate nelle persone. L’attività della via di segnalazione Sonic hedgehog, indicata con SHH e fondamentale nello sviluppo craniofacciale, aumentava nella mascella superiore ma diminuiva in quella inferiore.

Questa risposta opposta offre una spiegazione biologica al fatto che la stessa alterazione genetica possa favorire denti in una zona e impedirne la formazione in un’altra.

La ricerca ha utilizzato anche embrioni di pollo della linea mutante talpid2, portatrice di una variante di C2CD3. Gli uccelli moderni non hanno denti, ma in questi embrioni sono comparse strutture simili a gemme dentali insieme a un aumento del segnale SHH.

Il dato suggerisce che, nell’evoluzione degli uccelli, il programma necessario alla formazione dei denti non sia semplicemente scomparso: parti della macchina biologica possono rimanere presenti ma normalmente inattive o represse.

Il lavoro non significa che esista un “gene del sorriso” capace da solo di spiegare l’aspetto dei denti di chiunque. Il campione umano è piccolo perché le varianti sono rare, e la forma finale della dentatura dipende da molti geni, dall’ambiente e dallo sviluppo. I modelli animali aiutano a ricostruire i meccanismi, ma non riproducono ogni aspetto clinico umano.

Le possibili applicazioni sono soprattutto diagnostiche e di pianificazione. Comprendere l’origine di anomalie complesse può aiutare équipe odontoiatriche e genetiche a prevedere quali denti potrebbero non svilupparsi o comparire in modo anomalo e a coordinare controlli, ortodonzia e interventi nel tempo. Non è invece disponibile, sulla base di questo studio, una terapia genetica capace di modificare la dentatura.

La scoperta unisce medicina ed evoluzione: lo stesso circuito cellulare chiarisce perché alcune persone sviluppino difetti rari e come, nel corso di milioni di anni, la posizione e i tempi delle gemme dentali possano essere cambiati tra i vertebrati. Il passo successivo sarà ampliare i casi studiati e collegare ogni variante a un profilo clinico più preciso.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 28 ottobre 2026 alle ore 09:16.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.