Riprendere le importazioni di gas russo non farebbe scendere i prezzi per gli italiani in tempi brevi, secondo Giorgia Meloni. Il 14 ottobre la presidente del Consiglio ha contestato questa prospettiva alla Camera, rispondendo alla deputata di Futuro nazionale Laura Ravetto durante il dibattito sul prossimo Consiglio europeo.
La premier ha sostenuto che il minor costo della produzione russa non si traduce automaticamente in un prezzo inferiore per il consumatore italiano. Ha richiamato il mercato europeo del TTF e le spiegazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per motivare la propria posizione.
Nel suo ragionamento, anche negli anni di maggiori acquisti dalla Russia la componente russa era inferiore al 40% delle importazioni italiane. Meloni ne ha tratto la conclusione che altri fornitori continuavano ad avere un peso prevalente nella formazione del prezzo.
Il passaggio riguarda una valutazione politica ed economica della premier, non una previsione garantita sull’andamento delle bollette. L’argomento distingue il costo sostenuto da chi produce il gas dal prezzo al quale il combustibile viene scambiato sul mercato europeo.
Rivolgendosi a Ravetto, Meloni ha poi chiesto quali interessi siano tutelati da chi insiste sulla ripresa degli acquisti. Le comunicazioni parlamentari preparano la posizione italiana per il vertice europeo del 15 e 16 ottobre, nel quale energia, competitività e Ucraina sono temi centrali.
