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Friuli Venezia Giulia, 2,7 milioni per alunni con disabilità, BES e DSA

Il pacchetto regionale per il 2026/27 finanzia sostegno, progetti per bisogni educativi speciali e DSA, libri accessibili e formazione sulla gestione delle crisi comportamentali.

7 settembre 2026 · aggiornato alle 17:18 · Italia / Friuli Venezia Giulia / Scuola / Inclusione · 5 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Docente al lavoro con una classe inclusiva e studenti che utilizzano strumenti didattici accessibili, illustrazione editoriale fotorealistica generata con IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
circa 2,7 milioni €le risorse dirette annunciate per il 2026/27
900.000 €la quota per BES, dispersione e criticità
4 scuole CTSi capofila della nuova rete formativa

La Regione Friuli Venezia Giulia ha presentato un pacchetto di risorse dirette vicino a 2,7 milioni di euro per rafforzare l’inclusione scolastica nell’anno 2026/2027. Gli interventi riguardano alunni con disabilità, bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell’apprendimento, ma non confluiscono in un unico fondo indistinto: ogni quota ha una destinazione precisa e canali di attuazione differenti.

La voce più consistente, pari a 1.050.000 euro, sostiene l’inclusione nelle scuole paritarie. Di questa somma, 750.000 euro sono destinati alle scuole dell’infanzia e 300.000 alle primarie e secondarie. Le paritarie sono istituti non statali che fanno parte del sistema nazionale di istruzione e rispettano requisiti stabiliti dalla legge; il finanziamento regionale punta a sostenere il servizio scolastico rivolto agli alunni con disabilità anche in queste strutture.

Altri 500.000 euro serviranno ad aumentare il sostegno nelle scuole statali attraverso il “Pacchetto scuola”, realizzato d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale. Il comunicato del 4 settembre, che descrive il protocollo complessivo da 4,5 milioni, precisa che queste risorse incrementano le ore dei docenti di sostegno. Il pacchetto da 2,7 milioni annunciato oggi concentra invece l’attenzione sulle misure direttamente legate all’inclusione.

Per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento sono previsti 250.000 euro destinati al personale nelle scuole in cui l’incidenza degli alunni con DSA supera l’8%. Rientrano tra i DSA, per esempio, dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia: caratteristiche che interessano abilità specifiche dell’apprendimento e non misurano l’intelligenza dello studente. Gli interventi scolastici possono includere strumenti compensativi, modalità didattiche personalizzate e personale formato.

La quota di 900.000 euro riguarda gli alunni con bisogni educativi speciali, il contrasto alla dispersione e situazioni di particolare criticità. BES è una categoria educativa più ampia di DSA e disabilità certificata: indica la necessità, anche temporanea, di una particolare attenzione didattica dovuta a condizioni personali, sociali, linguistiche o di apprendimento. Non è quindi una diagnosi medica unica e non tutti gli studenti classificati come BES hanno gli stessi bisogni.

Il programma comprende inoltre 40.000 euro per rendere disponibili libri scolastici accessibili ad alunni ipovedenti o non vedenti. L’accessibilità può richiedere formati digitali compatibili con tecnologie assistive, caratteri ingranditi, versioni Braille o adattamenti concordati con la scuola e la famiglia. A queste risorse si affiancano laboratori PCTO e un futuro avviso per BES, DSA e plusdotazioni, il cui fabbisogno biennale stimato in 225.163,06 euro dovrà essere integrato successivamente.

Una novità distinta è il progetto dei Centri territoriali di supporto, finanziato in via straordinaria con 36.000 euro. Ciascuno dei quattro istituti capofila — Pertini di Monfalcone, Kennedy di Pordenone, Copernico di Udine e Roiano Gretta-Margherita Hack di Trieste — riceverà 9.000 euro. La rete dovrà formare i docenti e costruire modalità condivise per prevenire e gestire crisi comportamentali associate a disabilità complesse, evitando che ogni scuola affronti da sola situazioni delicate.

Formazione e rete territoriale sono importanti perché una crisi comportamentale non coincide automaticamente con aggressività o cattiva condotta. Può essere una risposta a sovraccarico sensoriale, difficoltà comunicative, dolore, ansia o cambiamenti improvvisi. Un intervento competente cerca prima di tutto le cause, riduce i fattori scatenanti e tutela lo studente, i compagni e il personale, con procedure preparate e non improvvisate nel momento di maggiore tensione.

Il dato da conservare è quindi la struttura del piano, non soltanto il totale. Le risorse coprono sostegno nelle paritarie e nelle statali, personale per DSA, interventi BES, materiali accessibili e una nuova rete CTS. L’efficacia potrà essere valutata con indicatori concreti: ore aggiuntive effettivamente erogate, studenti raggiunti, disponibilità tempestiva dei libri, partecipazione dei docenti alla formazione e riduzione delle situazioni in cui scuole e famiglie restano senza supporto.

Da conservare

Inclusione non significa proporre a tutti lo stesso percorso

Una scuola inclusiva mantiene obiettivi formativi comuni ma adatta strumenti, tempi, comunicazione e supporti affinché ciascuno possa partecipare e apprendere realmente.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 7 settembre 2026, ore 17:18 italiane.