Negli Stati Uniti la spesa per interessi sul debito potrebbe raggiungere il 5,7% del Pil nel 2031, contro il 2,8% prima della pandemia. La proiezione del Fondo monetario internazionale, riportata dal Fiscal Monitor presentato durante gli incontri annuali a Bangkok, avvicinerebbe quel costo alle prestazioni sociali.
Il confronto implica un aumento di 2,9 punti percentuali di Pil, calcolato sottraendo il valore iniziale da quello previsto. Non è una crescita del 2,9% e non descrive una spesa già sostenuta: il punto di arrivo appartiene a uno scenario futuro.
Il Fondo sollecita le economie del G7 con debito elevato a correggere i disavanzi attraverso misure concrete e programmi di medio periodo fondati su ipotesi realistiche. L'obiettivo indicato è contenere il costo del finanziamento e ridurre le ripercussioni sul resto del mondo.
L'avvertimento riguarda anche lo spazio per altre decisioni di bilancio: una quota maggiore destinata agli interessi limita le risorse disponibili. Il rapporto non stabilisce però un taglio automatico delle prestazioni sociali né annuncia una decisione del governo statunitense.
Per l'Italia, che fa parte del G7, il richiamo si inserisce nel confronto sui conti pubblici. La cifra americana non può essere trasferita al bilancio italiano: debito, scadenze e condizioni di finanziamento sono diversi.
