Economia

Fed ferma i tassi al 3,75-4%: due membri chiedono un rialzo

Il Fomc vota 10 a 2 per mantenere il costo del denaro. L’inflazione resta elevata e la banca centrale attende nuovi dati prima di cambiare rotta.

29 ottobre 2026 alle ore 4:00 · Economia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh durante la conferenza stampa a Washington
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
3,75-4%intervallo dei tassi
10-2esito della votazione
2%obiettivo d’inflazione

La Federal Reserve ha mantenuto il tasso sui federal funds nell’intervallo fra 3,75% e 4%, confermando la pausa decisa nelle riunioni precedenti. Il Federal Open Market Committee ha approvato la scelta con dieci voti favorevoli e due contrari. Lisa Cook e Beth Hammack avrebbero preferito un aumento di un quarto di punto percentuale.

Il comunicato descrive un’economia in espansione a ritmo sostenuto, con consumi resilienti, produttività in crescita e investimenti robusti. L’occupazione ha continuato a crescere in linea con la forza lavoro e il tasso di disoccupazione è cambiato poco. Questo quadro riduce l’urgenza di tagliare il costo del denaro.

L’inflazione, però, resta sopra l’obiettivo del 2%. La Fed afferma di voler accumulare ulteriori informazioni prima di stabilire la posizione più adatta a riportare i prezzi verso il target in tempi ragionevoli. La frase segnala un approccio dipendente dai dati, senza una promessa di rialzo o taglio nella prossima riunione.

I due voti per un rialzo mostrano che all’interno del comitato esiste una preoccupazione concreta per la persistenza dell’inflazione. Non si tratta di una decisione a maggioranza stretta, ma è una divergenza più restrittiva rispetto a riunioni nelle quali i contrari chiedevano tassi più bassi. Il mercato deve quindi considerare entrambe le direzioni.

La banca centrale ha anche confermato la politica di riserve abbondanti nel sistema bancario. Questo aspetto riguarda il funzionamento quotidiano dei mercati monetari e la capacità delle banche di scambiarsi liquidità. Non equivale a un nuovo programma di acquisto di titoli, né modifica da solo l’orientamento sui tassi.

Dopo il comunicato, i rendimenti dei titoli del Tesoro sono saliti e i mercati hanno aumentato le attese per un possibile rialzo a dicembre. Reuters indicava una probabilità implicita vicina all’80%, una stima che può cambiare rapidamente con i dati sull’inflazione, l’occupazione e i consumi. Non è una previsione ufficiale della Fed.

Per famiglie e imprese, la pausa mantiene elevati i costi variabili legati ai tassi statunitensi: mutui, prestiti e finanziamenti aziendali non ricevono un sollievo immediato. Anche in Europa gli effetti passano attraverso dollaro, rendimenti globali e prezzi delle materie prime. I contratti italiani restano però legati alle decisioni della Banca centrale europea e alle condizioni locali.

Il presidente della Fed Kevin Warsh ha sottolineato la necessità di riportare l’inflazione al 2% senza compromettere l’espansione. La comunicazione è particolarmente delicata perché crescita forte e investimenti nell’intelligenza artificiale possono sostenere la produttività, ma anche mantenere alta la domanda e la pressione sui prezzi.

Nelle prossime ore saranno pubblicati dati statunitensi su prodotto interno lordo, redditi, consumi e inflazione. Ogni indicatore deve essere letto insieme agli altri: un singolo dato mensile può essere volatile. La Fed osserva anche aspettative d’inflazione, condizioni del credito, mercato del lavoro e rischi geopolitici.

La decisione del 28 ottobre non chiude quindi il ciclo monetario. Mantiene i tassi fermi, ma lascia aperta la possibilità di un rialzo se l’inflazione non rallenta. Il prossimo passaggio concreto sarà l’aggiornamento dei dati e delle proiezioni, non le oscillazioni immediate dei mercati dopo la conferenza stampa.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 29 ottobre 2026 alle ore 4:00.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.