Il Consiglio dei ministri ha approvato la sera del 13 ottobre uno schema di decreto-legge per i lavoratori dell'ex Ilva e dell'indotto. La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha indicato una portata complessiva di 187 milioni di euro, con protezione del reddito e incentivi per il reimpiego.
La cassa integrazione in deroga annunciata copre il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027. Per le aziende che chiedono questo intervento è prevista l'esenzione dal contributo addizionale; le settimane riconosciute non vengono conteggiate nei limiti ordinari. La ministra ha indicato una procedura accelerata e il pagamento diretto dell'Inps.
Per le assunzioni a tempo indeterminato dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, il piano prevede l'esonero contributivo per 24 mesi, fino a 8.000 euro annui, e un contributo di 20.000 euro per assunzione. Il mantenimento del lavoratore per almeno 48 mesi è una delle condizioni annunciate: l'incentivo non è un pagamento automatico a ogni dipendente.
Un altro intervento consente ai commissari di mantenere gli impianti dell'area fusoria in riscaldo fino alle motivazioni della decisione della Cassazione, comunque non oltre il 15 dicembre. Restano gli obblighi di monitoraggio delle emissioni. Conservare gli impianti in quelle condizioni non equivale a riavviare la produzione.
La mobilitazione continua: Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato altre 48 ore di sciopero negli stabilimenti, giudicando insufficienti le risposte sul futuro industriale. L'approvazione governativa precede la pubblicazione del decreto e i successivi passaggi operativi necessari per accedere alle misure.
