Ambiente · Europa

Caldo estremo in Europa: incendi in Serbia e allerta rossa in tutte le città italiane monitorate

Temperature vicine ai 40 gradi alimentano gli incendi nei Balcani. In Italia tutte le 27 città monitorate sono state poste in allerta rossa.

7 agosto 2026 · Ambiente · Clima · 2 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

L’ondata di calore in numeri
27 cittàAllerta rossa simultanea in Italia
40°CTemperature registrate in Serbia
42,2°CNuovo massimo segnalato in Slovacchia

Le autorità serbe stanno cercando di contenere diversi incendi alimentati da temperature estreme, vegetazione secca e raffiche di vento. Le aree più difficili includono zone vicine alla riserva naturale di Deliblatska Peščara e alla città di Kraljevo, dove sono stati impiegati vigili del fuoco, elicotteri e personale militare.

Al momento della pubblicazione non risultavano vittime né abitazioni distrutte nelle principali aree descritte dalle autorità, ma alcuni centri abitati erano minacciati. Il lavoro delle squadre è complicato dalla rapidità con cui le fiamme possono cambiare direzione e dalla scarsità d’acqua provocata dalla lunga siccità.

In Italia, il Ministero della Salute ha collocato tutte le 27 città monitorate al livello rosso, il più alto del sistema di sorveglianza. È la prima volta nel 2026 che l’intera rete si trova contemporaneamente nella fascia di massimo rischio.

L’allerta rossa indica un pericolo per l’intera popolazione, non soltanto per anziani, bambini o persone con malattie croniche. Le temperature elevate, soprattutto quando persistono di notte, riducono la capacità del corpo di recuperare e aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie.

L’ondata ha prodotto temperature record in più Paesi. La Slovacchia ha raggiunto 42,2 gradi e l’Austria 41,2, secondo i dati riportati da Associated Press. Il caldo sta abbassando i livelli di fiumi come Danubio e Reno e crea problemi alla navigazione, all’agricoltura e alla produzione di energia.

Alcuni impianti nucleari e idroelettrici dell’Europa centrale hanno ridotto la produzione perché l’acqua disponibile è insufficiente o troppo calda per il raffreddamento. È un esempio di come una crisi meteorologica possa trasformarsi rapidamente in un problema energetico ed economico.

Le alte temperature asciugano terreno e vegetazione, rendendo più facile l’innesco e più veloce la propagazione degli incendi. Il vento trasporta scintille e può superare le linee di contenimento. A sua volta, il fumo peggiora la qualità dell’aria e aumenta i rischi respiratori anche a grande distanza.

Non ogni incendio è causato direttamente dal cambiamento climatico, ma un’atmosfera più calda aumenta la frequenza e l’intensità delle condizioni favorevoli agli eventi estremi. Le autorità europee stanno quindi combinando misure immediate, come evacuazioni e divieti, con piani di adattamento più lunghi.

Durante le ore più calde è consigliabile limitare l’attività fisica all’aperto, bere regolarmente, proteggere chi vive solo e non lasciare persone o animali nei veicoli. Chi lavora all’esterno necessita di pause, ombra e accesso continuo all’acqua.

Nelle zone soggette a incendi bisogna seguire le indicazioni delle autorità, evitare strade chiuse e non avvicinarsi per osservare le fiamme. Anche in assenza di incendio vicino, fumo, ozono e temperature elevate possono rappresentare un rischio, soprattutto per chi soffre di disturbi cardiaci o respiratori.

La fase più critica non si misura soltanto con i record di temperatura: contano la durata delle notti calde, la siccità e la capacità di servizi sanitari ed energetici di reggere lo stress.

Fonti consultate

Testo originale CurioMondo, elaborato sulla base delle fonti indicate e aggiornato al momento della pubblicazione.

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