Eni ha annunciato l'inizio delle attività di avviamento di Meleiha Phase 2 nel deserto occidentale egiziano. Il progetto comprende un nuovo impianto di trattamento del gas con capacità nominale di 100 milioni di piedi cubi standard al giorno. L'avviamento è la fase che precede il funzionamento stabile e richiede prove progressive su apparecchiature e sicurezza.
La capacità indicata equivale a circa 2,8 milioni di metri cubi al giorno, usando una conversione tecnica approssimativa. È un dato di progetto, non la produzione effettiva già raggiunta. Durante la messa in servizio i volumi possono crescere per fasi mentre vengono controllati compressori, separatori, tubazioni, valvole e sistemi di emergenza.
Il gas grezzo proveniente dai giacimenti contiene componenti che devono essere separati o trattati prima dell'immissione nella rete. Il nuovo impianto serve a rendere utilizzabili risorse già individuate nell'area di Meleiha. Eni aveva collegato il progetto anche al Western Desert Gas Complex di Alessandria, punto di raccolta e lavorazione per il sistema egiziano.
Meleiha si trova onshore, lontano dai grandi progetti offshore del Mediterraneo. Eni opera nell'area attraverso IEOC e la joint venture Agiba con l'Egyptian General Petroleum Corporation. La presenza risale a decenni e comprende petrolio e gas; Phase 2 è un'aggiunta alle infrastrutture esistenti, non l'apertura di un bacino completamente nuovo.
Nel 2021 Eni, EGPC e Lukoil avevano concordato la fusione e l'estensione delle concessioni Meleiha e Meleiha Deep. L'intesa indicava il 2036 come nuova scadenza, con possibilità di arrivare al 2041. Prevedeva anche una campagna sismica e di perforazione, oltre alla costruzione del nuovo impianto di trattamento.
La società aveva già segnalato nei rapporti industriali il completamento di infrastrutture di trasporto per aumentare la flessibilità operativa del gas. L'annuncio del 20 ottobre sposta quindi il progetto dalla costruzione alla messa in servizio. Non fornisce però, nel testo sintetico consultato, una data precisa per la piena capacità commerciale.
Per l'Egitto il valore del progetto riguarda soprattutto l'uso di risorse domestiche. Il Paese impiega gas nella produzione elettrica, nell'industria e negli impianti di liquefazione. Un nuovo impianto può aumentare la quantità trattabile, ma il contributo reale dipenderà dalla disponibilità dei pozzi, dalla qualità del gas e dall'affidabilità della rete a valle.
L'impianto non va confuso con un terminale per gas naturale liquefatto. Meleiha Phase 2 tratta gas grezzo nell'entroterra; l'eventuale liquefazione avviene in strutture diverse sulla costa. Questa distinzione evita di trasformare una capacità di trattamento in una promessa automatica di esportazioni o in una stima diretta delle forniture europee.
Restano inoltre da valutare consumi energetici, emissioni operative e continuità di esercizio. Eni indica che a Meleiha ha già raggiunto l'obiettivo di azzerare il flaring di routine, cioè la combustione programmata del gas in torcia. La fase di avviamento può comunque includere procedure controllate previste dalle regole tecniche e ambientali.
I prossimi indicatori utili saranno la conclusione del commissioning, il primo gas trattato in modo stabile e i volumi medi effettivi. Fino ad allora, 100 milioni di piedi cubi al giorno descrivono il limite progettuale dell'impianto. La notizia certa è l'avvio della messa in servizio, dopo gli interventi preparatori registrati negli anni precedenti.
