Ambiente

Cani e gatti, l’EFSA studia i rischi dei tratti fisici estremi

Il confronto scientifico del 16 ottobre riguarda selezione genetica, salute e indicatori misurabili: le eventuali regole aggiuntive richiederanno ulteriori decisioni europee.

17 ottobre 2026 alle ore 16:10 · Unione europea · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Veterinaria durante una visita con cane e gatto, scena illustrativa IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha riunito esperti il 16 ottobre 2026 in un incontro online dedicato al rapporto fra genetica, caratteristiche fisiche e benessere di cani e gatti. La discussione scientifica ha riguardato in particolare i tratti morfologici estremi che possono incidere sulla salute degli animali.

Il programma pubblicato dall'EFSA non annuncia un divieto immediato per specifiche razze, ma un lavoro di valutazione delle evidenze.

L'incontro si inserisce nel quadro del regolamento europeo sul benessere e sulla tracciabilità di cani e gatti adottato, secondo l'EFSA, dalla Commissione europea nel giugno 2026. Il documento dell'autorità scientifica spiega che la Commissione potrà valutare misure ulteriori sulla base dei pareri scientifici, comprese eventuali disposizioni sull'allevamento di animali con conformazioni eccessive.

Non bisogna confondere questa possibilità con un provvedimento già entrato in vigore.

Il primo problema affrontato dagli esperti è definire che cosa costituisca un «tratto conformazionale eccessivo». La forma del muso, la proporzione degli arti o altre caratteristiche anatomiche possono variare notevolmente tra razze e individui. Per legare tali variazioni a un problema di benessere servono criteri riproducibili, non giudizi estetici basati sulla sola fotografia dell'animale.

Il secondo elemento del confronto riguarda le prove scientifiche sulle conseguenze sanitarie. La selezione di determinate caratteristiche può essere associata, in alcuni contesti, a difficoltà funzionali o a specifiche malattie. La valutazione corretta deve però considerare studi clinici, popolazioni osservate e limiti dei dati.

La presenza di una caratteristica visibile non consente automaticamente di diagnosticare un problema al singolo cane o gatto.

Un terzo punto riguarda gli indicatori quantitativi. L'EFSA ha chiesto agli esperti quali misure possano aiutare a identificare e valutare i rischi: per esempio parametri anatomici o funzionali con risultati confrontabili. La disponibilità di indicatori solidi sarebbe importante per distinguere una definizione scientifica da una norma generica, difficile da applicare in modo trasparente.

L'autorità ha delimitato espressamente il proprio ruolo. Le domande sull'attuazione della legislazione competono ai gestori del rischio, non all'EFSA nella veste di organismo di valutazione scientifica. Questo significa che un seminario tecnico può contribuire a costruire conoscenze senza stabilire direttamente obblighi per allevatori, veterinari o proprietari. Le decisioni normative richiederanno passaggi separati.

Per chi intende acquistare o adottare un animale, il tema è concreto anche in assenza di nuove regole. La scelta dovrebbe considerare salute, esigenze quotidiane e assistenza veterinaria, oltre all'aspetto esteriore. Informarsi sulle condizioni degli allevamenti e chiedere chiarimenti sulle caratteristiche funzionali può aiutare a evitare decisioni guidate esclusivamente dalla popolarità di una determinata conformazione.

Il documento del 16 ottobre non contiene un elenco ufficiale di razze vietate, una graduatoria definitiva dei tratti nocivi o sanzioni nuove applicabili in Italia. La notizia è l'avanzamento del confronto scientifico europeo. I suoi sviluppi saranno più chiari quando verranno pubblicati pareri tecnici e, se del caso, le successive proposte o decisioni della Commissione.

Il programma dell'evento prevedeva tre questioni scientifiche: come definire in modo pratico i tratti eccessivi, quali prove esistano dei danni alla salute e quali indicatori quantitativi consentano di valutarli. Si tratta di passaggi successivi di un unico problema: formulare criteri verificabili prima di collegarli a eventuali obblighi.

Senza tale base si rischierebbe di confondere una preferenza estetica con una valutazione di benessere animale.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 17 ottobre 2026 alle ore 16:10.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.