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Ebola in Congo, oltre 7.000 casi e 3.398 decessi: colpita anche Sud-Ubangi

L'epidemia causata dal virus Bundibugyo raggiunge una settima provincia della Repubblica Democratica del Congo. Il nuovo caso confermato in Sud-Ubangi amplia ulteriormente la geografia del focolaio.

Aggiornato il 12 settembre 2026 · Mondo / Salute / Congo · 5 min di lettura

A cura della · Come lavoriamo

Laboratorio ad alta sicurezza per la sorveglianza dell'Ebola, illustrazione editoriale fotorealistica generata con IA
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
7.022casi riportati nella RDC
3.398decessi riportati
7province della RDC coinvolte

L'epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo ha superato la soglia dei 7.000 casi confermati e si è estesa a una settima provincia. Reuters e Associated Press riportano, sulla base degli ultimi dati sanitari disponibili, 7.022 casi e 3.398 decessi.

La novità più importante è l'ingresso del Sud-Ubangi nella mappa del focolaio. Le autorità provinciali hanno dichiarato ufficialmente l'epidemia dopo la conferma, da parte dell'Istituto nazionale di ricerca biomedica, dell'infezione in un uomo di 23 anni arrivato dal Sud Kivu e successivamente deceduto nella zona sanitaria di Bulu.

L'estensione verso l'ovest del Paese è epidemiologicamente rilevante perché Sud-Ubangi si trova lontano dall'epicentro orientale e confina con la Repubblica Centrafricana e con la Repubblica del Congo. Il viaggio del paziente attraverso più aree del Paese rende quindi centrale il tracciamento dei contatti e la ricostruzione completa degli spostamenti.

Il precedente aggiornamento dell'Organizzazione mondiale della sanità, pubblicato il 10 settembre con dati al 7 settembre, documentava 6.757 casi confermati e 3.267 decessi nella sola RDC, distribuiti in 61 zone sanitarie di sei province. In quel momento Kayna, nel Nord Kivu, era l'area aggiunta più recentemente.

Il passaggio da sei a sette province in pochi giorni conferma che la crescita non è soltanto numerica ma anche geografica. Ituri resta l'epicentro principale, mentre Nord Kivu e Haut-Uélé continuano a registrare trasmissione sostenuta in un contesto segnato da conflitto, spostamenti di popolazione e capacità sanitarie sotto forte pressione.

Un secondo elemento di valore è il peso operativo del focolaio sulla sorveglianza. L'OMS indicava già oltre 24.000 contatti da seguire e sottolineava difficoltà legate alla carenza di personale formato, partner operativi e finanziamenti. Ogni nuova provincia coinvolta aumenta la necessità di laboratori, isolamento, tracciamento e squadre mobili.

Il rischio non è uniforme fuori dalla RDC. L'OMS considera molto elevato il rischio all'interno del Paese e alto per gli Stati confinanti, mentre lo valuta basso a livello regionale e globale grazie alla capacità di individuare rapidamente eventuali casi importati. Casi collegati al focolaio sono già stati diagnosticati fuori dalla RDC, senza però generare una trasmissione sostenuta internazionale.

CurioMondo aveva già seguito il piano d'emergenza di 180 giorni avviato in Congo. Per capire come funziona la risposta sanitaria è disponibile anche l'approfondimento su sorveglianza, tracciamento e diagnosi nell'Ebola Bundibugyo.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo. Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 12 settembre 2026.