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Durban, cinque persone sentite dopo gli attacchi agli stranieri

La polizia indaga su tre episodi, compreso l’omicidio di giovedì. Non risultano confermate incriminazioni formali a carico dei cinque uomini portati negli uffici venerdì.

23 ottobre 2026 alle ore 23:52 · Durban · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione IA di contesto: il municipio di Durban; non raffigura le aggressioni.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
5persone portate negli uffici
3episodi distinti esaminati
23 ottobrenuovo intervento investigativo

La polizia del KwaZulu-Natal ha portato cinque uomini nei propri uffici per interrogarli sugli attacchi contro cittadini stranieri avvenuti durante le proteste a Durban. L'intervento è avvenuto venerdì 23 ottobre presso gli uffici del ministero dell'Interno in Che Guevara Road, nell'area di Umbilo, mentre erano in corso altre manifestazioni.

Gli uomini hanno tra 19 e 46 anni. Il portavoce Robert Netshiunda ha dichiarato che potrebbero fornire elementi utili per chiarire diversi episodi di violenza. La comunicazione riportata da TimesLIVE e The Witness non conferma che tutti siano stati formalmente arrestati o incriminati. Il loro coinvolgimento negli accertamenti non dimostra una responsabilità penale.

Le indagini riguardano tre fatti distinti. Mercoledì pomeriggio un cittadino straniero è stato aggredito nel centro economico della città. Giovedì mattina un altro uomo è morto dopo un'aggressione nella stessa area. Sempre giovedì, due stranieri sarebbero stati colpiti da un gruppo che stava marciando attraverso Berea.

Per l'episodio mortale è stato aperto un fascicolo per omicidio. Nella ricostruzione iniziale della polizia, due persone si sarebbero separate da un gruppo lungo Dr Pixley kaSeme Street e avrebbero avvicinato un uomo fermo sul margine della strada. All'aggressione avrebbero poi partecipato circa cinquanta persone. Il numero è una valutazione investigativa preliminare.

Nell'annuncio iniziale del 22 ottobre, la polizia non aveva diffuso la nazionalità della vittima e aveva spiegato che il movente restava da chiarire. Il contesto delle mobilitazioni contro l'immigrazione rende necessario verificare un possibile carattere xenofobo dell'attacco, ma non permette di presentare come già accertate le intenzioni di ogni partecipante.

Il reportage sul posto di GroundUp, ripreso da Daily Maverick, documenta timori anche tra i commercianti. Una guardia di sicurezza, ascoltata senza pubblicarne il nome, ha raccontato di negozi chiusi per paura delle aggressioni e di persone scambiate per immigrati. Sono testimonianze attribuite, distinte dagli elementi che gli investigatori dovranno raccogliere per i procedimenti.

I giornalisti hanno osservato la presenza di polizia e militari nell'area visitata. Questa osservazione riguarda quel luogo e quel momento: non dimostra l'esistenza di un controllo continuo su tutti i quartieri. Anche le chiusure delle attività non costituiscono, da sole, una misura del numero di aggressioni commesse in città.

Le tensioni erano riprese dopo una direttiva del ministero dell'Interno del 28 settembre sul trattamento delle domande d'asilo, successivamente ritirata il 9 ottobre. La controversia riguardava l'accesso alla procedura anche per persone entrate irregolarmente nel Paese. La possibilità di presentare una domanda non equivale al suo accoglimento né attribuisce automaticamente uno status definitivo.

Le autorità stanno cercando altre persone ritenute potenzialmente coinvolte negli episodi durante i cortei. I prossimi passaggi riguardano l'eventuale formalizzazione delle accuse e la ricostruzione del contributo individuale ai tre fatti. Le comunicazioni disponibili non autorizzano a identificare tutti i manifestanti con gli aggressori o tutti gli stranieri presenti con una specifica condizione amministrativa.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Testo originale. Ultimo aggiornamento editoriale: 23 ottobre 2026 alle ore 23:52. Come lavoriamo