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Sicurezza urbana, nuovi divieti di raduno e controlli preventivi

Il questore può vietare per un massimo di un anno il raduno con persone indicate; ampliate anche le ipotesi di accompagnamento negli uffici di polizia.

26 ottobre 2026 alle ore 05:24 · Italia · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di controlli preventivi svolti con calma in un nodo del trasporto pubblico italiano; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
fino a 1 annodurata del divieto
dai 14 annipossibile applicazione
5 anniperiodo dei precedenti rilevanti

Il decreto-legge 190 del 2026 amplia gli strumenti preventivi a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza. Quando almeno cinque persone tengono in luogo pubblico comportamenti intimidatori, gravemente molesti o violenti contro persone o cose, il questore può accompagnare un avviso orale con il divieto di radunarsi con uno o più soggetti indicati.

Il provvedimento non può essere applicato indistintamente a chiunque si trovi nel gruppo. Il testo richiede che il destinatario abbia ricevuto nei cinque anni precedenti specifiche misure preventive o di sicurezza urbana, oppure sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per determinati delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico.

Il divieto può durare al massimo un anno e deve individuare i luoghi pubblici o aperti al pubblico interessati. Può essere limitato a determinate fasce orarie. La disposizione impone inoltre modalità compatibili con esigenze di salute, famiglia, lavoro o studio, che devono essere considerate nell'atto adottato dall'autorità.

La misura può raggiungere anche minori che abbiano compiuto quattordici anni, seguendo la procedura specifica già prevista dal codice antimafia per l'avviso orale ai minorenni. La possibilità non equivale a un'applicazione automatica: servono i presupposti indicati dalla legge e un provvedimento del questore riferito alla singola situazione.

Il decreto estende inoltre l'accompagnamento e il trattenimento negli uffici di polizia durante operazioni mirate a prevenire reati in luoghi con grande afflusso di persone. La decisione deve basarsi su circostanze specifiche di tempo e luogo e su elementi di fatto, non su una valutazione generica della presenza nell'area.

Tra gli elementi che possono concorrere alla valutazione figurano il possesso di determinati strumenti o materiali e precedenti penali o segnalazioni per reati non colposi contro persone, patrimonio o in materia di stupefacenti. Il decreto richiama un fondato motivo per ritenere che il soggetto possa porre in essere condotte di concreto pericolo per la sicurezza.

Restano applicabili le garanzie e i limiti temporali già previsti dalla disciplina sull'identificazione e l'accompagnamento. Il trattenimento non diventa una pena e non sostituisce un arresto. Deve essere finalizzato agli accertamenti consentiti dalla legge e soggetto alle comunicazioni e ai controlli previsti dall'ordinamento.

Chi riceve un divieto deve leggere con attenzione persone, luoghi, orari e durata indicati nel provvedimento. La misura è personale e la sua violazione può produrre ulteriori conseguenze. Eventuali esigenze sopravvenute di lavoro, studio, assistenza o salute vanno documentate e portate tempestivamente all'autorità o al giudice competente attraverso i rimedi previsti, senza ignorare unilateralmente le prescrizioni già efficaci.

Per i cittadini, l'effetto immediato è l'ampliamento dei poteri preventivi in contesti affollati. Per valutare la legittimità di un singolo provvedimento contano motivazione, presupposti, durata e compatibilità con le esigenze personali. Il decreto dovrà essere convertito dal Parlamento e può essere modificato entro il termine costituzionale di sessanta giorni.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 26 ottobre 2026 alle ore 05:24.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.