Il Senato ha approvato con modificazioni il disegno di legge di conversione del decreto-legge 154 del 2026 sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, noto come decreto ex Ilva. Il voto del 7 ottobre si è chiuso con 73 favorevoli, 49 contrari e tre astensioni.
Il testo passa ora alla Camera. Poiché Palazzo Madama lo ha modificato, Montecitorio dovrà esaminare la nuova versione: il voto del Senato non conclude quindi la conversione e non rende definitive le modifiche introdotte.
Il provvedimento riguarda la continuità produttiva e il percorso industriale degli stabilimenti. Durante la replica in Aula, la sottosegretaria alle Imprese Fausta Bergamotto ha indicato due scenari ancora possibili: la cessione dei soli impianti per i laminati oppure la cessione insieme all'area a caldo di Taranto.
Bergamotto ha inoltre sostenuto che il percorso per salvare l'impianto è ancora aperto e che il decreto non elimina presìdi ambientali. Sono affermazioni del Governo rese nel dibattito parlamentare, non l'esito già acquisito della procedura di vendita.
Il passaggio decisivo è ora alla Camera, che dovrà approvare il testo entro la scadenza costituzionale del decreto. Se Montecitorio introducesse altre modifiche, sarebbe necessario un nuovo esame del Senato.
