Il costo del debito pubblico degli Stati Uniti è entrato in allarme rosso sui mercati e nei report fiscali. Il debito ha superato i 40 mila miliardi di dollari e la spesa per interessi netti ha già superato la soglia di 1.000 miliardi di dollari l'anno.
Secondo stime del Committee for a Responsible Federal Budget, nell'anno fiscale 2026 gli interessi avrebbero raggiunto circa 1,1 trilioni di dollari, pari al 3,4% del Pil, seconda voce di spesa dopo i programmi obbligatori e sopra la difesa.
Il Sole 24 Ore, in un pezzo del 4 ottobre, sottolinea che il debito Usa aumenta di miliardi al giorno e che la spesa per interessi, oggi sopra i mille miliardi, potrebbe arrivare a 2.000 miliardi nel 2034 se la traiettoria non cambia.
I rendimenti dei Treasury sono ai massimi di generazioni: il decennale oltre il 5% e il trentennale sopra il 5,5% in recenti sessioni. Un punto percentuale di tassi sopra le proiezioni CBO aggiungerebbe trilioni al debito di lungo periodo.
L'analisi CBO citata da più fonti indica che, con tassi medi un punto sopra lo scenario base, il rapporto debito/Pil potrebbe avvicinarsi al 222% entro metà secolo, con interessi annuali multipli rispetto a oggi.
Il quadro riguarda investitori globali e anche l'Europa: rialzi dei rendimenti Usa spingono i costi di finanziamento anche altrove. Non è una previsione di default, ma un allarme su sostenibilità e margine di manovra di bilancio.
I dati restano stime e proiezioni fino alle pubblicazioni ufficiali complete del Tesoro e del CBO. La sintesi del 4 ottobre 2026 combina Sole 24 Ore, CRFB, Corriere e report di mercato sui Treasury.
Per le famiglie americane tassi più alti si traducono in mutui e credito al consumo più cari. Per i governi del G7, il rialzo sincronizzato dei rendimenti ha già aggiunto miliardi di oneri finanziari rispetto all'inizio delle tensioni geopolitiche del 2026.
Il dibattito a Washington resta politico: tagli, tasse o crescita. I mercati, intanto, chiedono un premio di rischio più alto per assorbire le emissioni del Tesoro. È questo il senso dell'allarme rosso sui costi del debito.
