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CSM, candidature riaperte alle donne: termine alle 10 del 26 ottobre

Il Parlamento deve eleggere dieci componenti laici. La prima finestra non ha raggiunto la quota minima del 40% per il genere meno rappresentato.

23 ottobre 2026 alle ore 16:28 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di due professioniste in un ambiente parlamentare italiano con fascicoli di candidatura; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
10componenti laici da eleggere
40%soglia del genere meno rappresentato
26 ottobretermine riservato alle candidate

Il Parlamento ha riaperto esclusivamente alle donne il termine per candidarsi a uno dei dieci posti laici nel Consiglio superiore della magistratura. Le domande devono arrivare entro le 10 di lunedì 26 ottobre. L'avviso è stato pubblicato il 23 ottobre dai siti di Camera e Senato.

La riapertura non è una nuova procedura separata. Era prevista fin dall'avviso originario del 23 settembre, che impone almeno il 40% di candidati del genere meno rappresentato. Alla chiusura della prima finestra, fissata alle 10 del 23 ottobre, quella soglia non risultava raggiunta.

Possono candidarsi professori ordinari universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio effettivo. La domanda richiede una dichiarazione sul possesso dei requisiti e una copia del documento d'identità. Le modalità restano quelle indicate nell'avviso iniziale.

La presentazione può avvenire direttamente tramite posta elettronica certificata. In alternativa, la candidatura può essere inoltrata da almeno dieci parlamentari appartenenti ad almeno due gruppi diversi. La riapertura fino al 26 ottobre resta però riservata ai soggetti di genere femminile.

Dopo quella scadenza esiste un ulteriore passaggio. Fino alle 10 di mercoledì 28 ottobre, nuove candidature potranno essere presentate soltanto per conto dell'interessata o dell'interessato da dieci parlamentari di almeno due gruppi. Non sarà quindi una proroga generale per le autocandidature.

Camera e Senato si riuniranno in seduta comune mercoledì 28 ottobre alle 16:30 per eleggere i dieci membri. Nelle prime due votazioni servirà una maggioranza dei tre quinti dell'Assemblea. Dalla terza votazione il quorum sarà calcolato sui votanti, secondo la disciplina prevista.

I dieci eletti sono la componente laica del CSM: non magistrati scelti dal Parlamento tra giuristi con i requisiti stabiliti. La procedura è distinta dall'elezione dei componenti togati, affidata ai magistrati. Il numero dei candidati non coincide quindi con quello dei posti disponibili.

La misura sulla composizione delle candidature tutela l'accesso alla selezione, ma non predetermina il risultato del voto parlamentare. Il 40% riguarda l'elenco delle persone candidate, non una quota automatica dei dieci seggi. La scelta finale dipende dalle votazioni e dai quorum richiesti.

Gli elenchi delle candidature sono pubblici sui siti parlamentari. Questa trasparenza consente di verificare requisiti dichiarati, modalità di presentazione e aggiornamenti prima della seduta comune. Eventuali nomi aggiunti nell'ultima finestra dovranno rispettare la procedura parlamentare, non quella dell'autocandidatura ormai chiusa.

Il dato decisivo del 23 ottobre è quindi procedurale: la soglia di equilibrio prevista non è stata raggiunta e il termine si riapre solo per le donne. La verifica definitiva arriverà dopo le 10 del 26 ottobre, quando sarà possibile conoscere la nuova composizione dell'elenco.

La pubblicazione quotidiana dell'elenco permette inoltre di distinguere le candidature personali da quelle sostenute dai parlamentari. Il requisito dei dieci firmatari e dei due gruppi serve a rendere visibile un sostegno trasversale minimo, senza anticipare il voto dell'Assemblea.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 23 ottobre 2026 alle ore 16:28.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.