Cremona entra nella fase più difficile dell’emergenza dopo la violenta tromba d’aria accompagnata da grandine che ha colpito la città nel pomeriggio del 28 agosto. Il bilancio sanitario aggiornato è di 43 persone assistite al pronto soccorso: la maggior parte è stata dimessa, una è rimasta in osservazione e quattro pazienti traumatizzati hanno avuto bisogno del ricovero. Nessuno dei feriti risulta in condizioni gravi e non sono stati registrati codici rossi. In quattro casi i medici hanno riscontrato fratture del femore, mentre molti degli altri traumi sono stati provocati da cadute o dai tentativi di trovare riparo durante la grandinata.
Anche il numero delle persone costrette a lasciare casa è stato aggiornato. Dodici famiglie sono state evacuate da una palazzina dichiarata inagibile per i danni provocati dal maltempo. Nove hanno trovato una sistemazione presso parenti o amici, mentre tre sono state accolte in strutture alberghiere. I controlli sugli edifici proseguono perché il problema non riguarda soltanto ciò che è crollato immediatamente: coperture, cornicioni, alberi e altri elementi possono essere rimasti instabili e richiedere verifiche prima che le aree vengano riaperte.
La dimensione materiale dei danni è enorme. Le prime stime parlano di circa 10.000 automobili colpite dalla grandine, migliaia di alberi caduti e numerosi tetti divelti. Almeno dieci chiese hanno riportato danni. Tra i luoghi simbolo interessati ci sono la Cattedrale e il complesso del municipio, dove la torre civica necessita di interventi di messa in sicurezza. Il Palazzo Comunale è stato dichiarato temporaneamente inagibile e alcuni uffici e servizi dovranno essere trasferiti. Anche la fiera cittadina ha riportato danni a tre dei quattro padiglioni, mentre imprese e aziende agricole stanno ancora quantificando le perdite.
I dati meteorologici comunicati dal sindaco Andrea Virgilio rendono l’idea della violenza del fenomeno. In poco meno di venti minuti sarebbe caduta una quantità di pioggia pari a circa l’80% di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto. La grandine ha raggiunto in alcuni casi dimensioni fino a dieci centimetri e il vento è stato indicato attorno ai 90 chilometri orari. Una combinazione così concentrata di acqua, ghiaccio e raffiche può produrre danni molto diversi nello stesso momento: vetri e carrozzerie colpiti, alberi sradicati, coperture sollevate e allagamenti improvvisi.
L’emergenza non riguarda soltanto Cremona. I vigili del fuoco hanno effettuato oltre 500 interventi in Lombardia, con la maggior parte delle criticità concentrate nel Cremonese. Le squadre sono state impegnate nella rimozione di alberi e rami, nei dissesti statici, nella messa in sicurezza di tetti ed elementi strutturali, negli allagamenti e nella liberazione delle strade. Tra gli interventi più delicati c’è stato anche il salvataggio di quattro persone ferite rimaste bloccate in un’automobile in panne. Il maltempo ha interessato inoltre il Mantovano, il Bergamasco e il Pavese, mentre in Veneto sono proseguite operazioni analoghe dopo temporali e forti raffiche di vento.
La priorità indicata dal Comune è ora liberare e mettere in sicurezza la città. Parchi e giardini sono stati chiusi in attesa delle verifiche, così come il cimitero, dove sono caduti numerosi alberi. Sono in corso controlli su scuole, palestre e altre strutture pubbliche. Diverse strade e piste ciclabili restano interessate da ostacoli o transennamenti e l’amministrazione ha invitato i cittadini a evitare le aree interdette. È una fase meno spettacolare del passaggio della tempesta, ma decisiva: gran parte del rischio residuo arriva infatti da strutture indebolite, rami sospesi e coperture che possono cedere anche ore dopo la fine del temporale.
L’emergenza ha assunto anche una dimensione istituzionale nazionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Cremona per esprimere vicinanza alla comunità, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto sapere di seguire la situazione in contatto con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e le autorità locali. Musumeci ha assicurato che l’intervento del governo potrà essere tempestivo una volta completata l’istruttoria tecnica prevista dalla legge.
La Regione Lombardia ha avviato l’estensione della richiesta di stato di emergenza alle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, aggiungendole alla documentazione già predisposta per gli eventi di maltempo iniziati il 20 agosto. Il passaggio è importante perché una dichiarazione di emergenza nazionale può consentire di attivare procedure straordinarie e risorse per gli interventi urgenti, ma non equivale ancora a una quantificazione definitiva dei danni o a un rimborso automatico. Prima serviranno ricognizioni tecniche, stime economiche e la definizione degli interventi prioritari.
Per le famiglie e le imprese colpite comincia quindi una seconda conta, quella economica. Il solo numero delle automobili danneggiate lascia prevedere costi molto elevati. A questi si aggiungono tetti, serramenti, impianti, attività produttive, coltivazioni, strutture pubbliche e beni storico-artistici. Federcarrozzieri ha stimato che le riparazioni di un veicolo colpito dalla grandine possono variare molto a seconda della gravità, mentre la copertura assicurativa contro gli eventi atmosferici non è presente su tutte le auto. Le valutazioni reali richiederanno comunque perizie caso per caso.
Particolarmente delicato sarà il lavoro sugli edifici storici. Quando grandine e vento colpiscono chiese, torri e coperture antiche non basta sostituire gli elementi danneggiati: occorre verificare la stabilità, proteggere gli interni dalle infiltrazioni e coordinare gli interventi con gli enti responsabili della tutela. Per la torre civica è stata coinvolta la Soprintendenza. La Cattedrale e altri luoghi monumentali rappresentano inoltre una parte centrale della vita cittadina e del turismo, perciò tempi e modalità della messa in sicurezza avranno conseguenze che vanno oltre il semplice costo della riparazione.
Il quadro aggiornato cambia quindi la scala della notizia rispetto alle prime ore. Non si parla più soltanto di un temporale molto violento: ci sono 43 feriti, dodici famiglie evacuate, migliaia di veicoli e alberi coinvolti, danni al patrimonio storico e una richiesta di estensione dello stato di emergenza. La buona notizia resta l’assenza di feriti in condizioni gravi. La parte più lunga, però, comincia adesso: verificare l’agibilità degli edifici, riaprire gli spazi pubblici, quantificare i danni e capire quali risorse saranno necessarie per riportare Cremona e gli altri territori colpiti alla normalità.
