Il Costa Rica ha trasferito i primi 123 detenuti nel nuovo Centro di alta contenzione contro il crimine organizzato, noto con l'acronimo Cacco. Il ministero della Giustizia ha annunciato l'avvio operativo della struttura costruita alla periferia di San José con l'assistenza del governo di El Salvador.
Il complesso dispone di 5.100 posti, una capacità equivalente a circa un quinto dell'intera popolazione carceraria costaricana. È stato progettato come istituto di massima sicurezza per persone classificate come appartenenti a reti del narcotraffico, gruppi di sicari e organizzazioni criminali transnazionali.
Le immagini diffuse dalle autorità mostrano detenuti con uniformi arancioni e procedure di ingresso particolarmente rigide. La copertura editoriale deve evitare fotografie umilianti o dettagli che riducano le persone a uno spettacolo. Il punto di interesse pubblico è l'avvio del nuovo modello penitenziario e la sua scala.
Cacco è stato costruito prendendo come riferimento alcuni elementi del Cecot salvadoregno, ma opera nel quadro giuridico del Costa Rica. Il progetto era stato inaugurato a metà ottobre dopo nove mesi di lavori e un investimento indicato dalle fonti locali in circa 35 milioni di dollari.
Il nuovo carcere comprende cinque moduli, ognuno con una capacità teorica di 1.020 persone. Le autorità affermano che l'assegnazione dipenderà dalla classificazione penitenziaria. Il trasferimento dei primi 123 detenuti rappresenta quindi l'inizio, non il riempimento immediato dell'intera struttura.
La scelta arriva in un contesto di forte pressione politica per l'aumento degli omicidi e del crimine organizzato. Nel 2025 il Costa Rica aveva registrato 873 omicidi, secondo i dati richiamati dalla stampa regionale, mantenendo elevato il dibattito su sicurezza, prevenzione e condizioni di detenzione.
Organismi per la prevenzione della tortura e associazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazioni sul modello. Il governo sostiene invece che l'istituto sia necessario per separare i detenuti ad alto rischio e ridurre il controllo delle organizzazioni criminali all'interno delle carceri ordinarie.
La notizia nuova è il trasferimento effettivo dei primi reclusi. Valutazioni sull'efficacia contro la criminalità o sul rispetto dei diritti richiederanno dati successivi, ispezioni e decisioni giudiziarie. Non è possibile dedurre tali risultati dalla sola apertura della struttura.
La struttura è inserita nel complesso penitenziario La Reforma, a San Rafael de Alajuela, circa venticinque chilometri a nord-ovest della capitale. Le celle sono organizzate in moduli ad alta capienza e l'uso delle uniformi carcerarie torna nel Paese dopo decenni, come parte del nuovo regime di sicurezza.
Il modello salvadoregno è diventato un riferimento regionale per governi che cercano risposte rapide alle reti criminali, ma è anche contestato per le garanzie dei detenuti. In Costa Rica le autorità assicurano che restano applicabili gli standard nazionali, inclusi accesso alla luce naturale e tempo all'aperto previsti dall'ordinamento.
Il ministero dovrà ora gestire trasferimenti progressivi, personale, assistenza sanitaria e controlli. La capacità nominale non indica quante persone saranno effettivamente detenute nel breve periodo. I primi 123 ingressi sono quindi un test operativo iniziale per un istituto molto più grande.
