Il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Bruxelles affronta prezzi dell’energia e bilancio dell’Unione. Giorgia Meloni ha fissato al Senato la posizione italiana: nessun accordo che riduca il ruolo della politica agricola, della pesca e della coesione territoriale.
Nelle comunicazioni del 14 ottobre la presidente del Consiglio ha sostenuto che la scadenza negoziale di fine anno non deve prevalere sul contenuto dell’intesa. Ha collegato agricoltura e pesca alla sicurezza alimentare e i fondi territoriali alla crescita del mercato unico.
Sull’energia, l’agenda dei leader prevede orientamenti alla Commissione per misure temporanee e mirate. Meloni ha chiesto una risposta comune ai rincari e ha criticato la scelta americana sul gasolio russo. Sono posizioni negoziali: il vertice non ha ancora prodotto le conclusioni finali.
Il programma comprende il sostegno all’Ucraina, anche alle infrastrutture essenziali prima dell’inverno. Nel discorso parlamentare Meloni ha inoltre richiamato la flessibilità di bilancio per energia e sicurezza e difeso il modello dei centri in Albania nel confronto sui rimpatri verso Paesi terzi.
Il negoziato finanziario riguarda gli anni dal 2028 al 2034. La difesa delle risorse italiane va quindi distinta dalle misure immediate contro il caro energia: l’accordo sul bilancio di lungo periodo non equivale all’attivazione di un nuovo contributo sulle bollette.
Fra i temi del vertice figurano anche allargamento dell’Unione, minacce ibride e sicurezza della navigazione in Medio Oriente. Decisioni e impegni condivisi dovranno risultare dai documenti conclusivi della riunione.
