La visita non annunciata del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca del 25 agosto avrebbe avuto un obiettivo diplomatico molto più preciso di quanto emerso inizialmente. Secondo Axios, che cita due fonti informate e la cui ricostruzione è stata rilanciata da ANSA, Ratcliffe avrebbe proposto un vertice trilaterale tra Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky per tentare di riaprire il negoziato sulla guerra in Ucraina.
Ratcliffe avrebbe incontrato i vertici dell’intelligence russa, tra cui Sergei Naryshkin e Alexander Bortnikov. L’obiettivo sarebbe stato capire se i canali dei servizi potessero contribuire a convincere Putin a tornare a un percorso negoziale mediato dagli Stati Uniti. La missione assume così un significato più definito rispetto alle prime ore, quando era noto soltanto l’arrivo a Mosca del capo della CIA ma non l’agenda degli incontri.
Venerdì Washington avrebbe inoltre informato Zelensky sia dei colloqui avvenuti nella capitale russa sia della proposta del vertice a tre. Questo passaggio indica che il canale aperto con Mosca non sarebbe rimasto confinato a un semplice scambio tra apparati d’intelligence, ma sarebbe stato collegato a un tentativo politico più ampio di rimettere intorno allo stesso tavolo i tre leader coinvolti direttamente nel dossier.
La cautela resta però indispensabile. Il vertice Trump-Putin-Zelensky non è stato concordato e non esiste una data. Putin aveva già respinto in passato l’ipotesi di un incontro trilaterale, mentre Zelensky si era dichiarato disponibile a colloqui diretti se utili a produrre risultati concreti. La notizia corretta non è quindi che i tre presidenti si incontreranno, ma che Washington avrebbe presentato formalmente questa opzione attraverso un canale riservato.
Il ricorso al direttore della CIA mostra anche il valore dei canali di sicurezza nelle fasi di stallo diplomatico. I capi dei servizi possono trasmettere messaggi sensibili, chiarire condizioni preliminari e verificare la disponibilità dell’altra parte senza esporre immediatamente i governi a un fallimento pubblico. Questo non sostituisce il lavoro diplomatico tradizionale, ma può preparare il terreno a negoziati più visibili qualora emergano aperture reali.
Il prossimo passaggio da monitorare è la risposta di Mosca. Un’accettazione russa della proposta trasformerebbe il retroscena in un vero sviluppo negoziale; un rifiuto confermerebbe invece lo stallo. Per ora resta accertato soltanto che la missione di Ratcliffe è stata un contatto diretto e riservato di alto livello e che, secondo le fonti citate, al centro del confronto c’era anche la possibilità di una riunione fra Trump, Putin e Zelensky.
