Un team guidato da Mojgan Aghakhanloo ha attribuito le eruzioni della stella AT 2016blu a un compagno compatto, non a una supernova imminente. La conferma è arrivata a marzo 2026 con osservazioni ai raggi X mirate, mentre l’oggetto si trova a circa 29 milioni di anni luce. Lo studio, in pubblicazione, spiega il comportamento attraverso interazioni binarie osservate con Chandra.
Il team ha previsto il picco grazie alla quasi periodicità degli outburst e ha richiesto un Target of Opportunity con il telescopio Chandra. Durante il picco, Chandra ha rilevato una sorgente ai raggi X; osservazioni fortuite del 2001–02 non mostravano emissione, secondo gli autori. Il confronto indica assenza di raggi X in epoche tranquille e presenza durante l’outburst.
Chandra ha misurato la luminosità X durante l’evento. Da quel valore i ricercatori hanno calcolato il tasso di accrezione necessario a produrla; i risultati sono coerenti con la presenza di un compagno compatto. Gli autori classificano il sistema come binaria a grande massa con oggetto compatto.
AT 2016blu è una variabile blu luminosa di massa almeno pari a 33 Soli, scoperta nel 2012. Ha mostrato 27 outburst quasi periodici, con intervallo di circa 113 giorni tra il 2012 e giugno 2026, riferiscono gli autori. Secondo lo studio, gli episodi sono presumibilmente innescati dai passaggi al periastron in un’orbita eccentrica.
Molte supernove presentano precursori, per cui AT 2016blu sembrava avviarsi all’esplosione, ma non tutti gli eventi seguono quel percorso. Lavori del 2023 e 2025 già indicavano una binaria e l’assenza di un’esplosione imminente, senza chiarire tutto. Gli autori ora concludono che si tratta del primo caso noto di impostore LBV con outburst alimentati da accrezione su un oggetto compatto.
Gli studiosi collegano il sistema a modelli in crescita che invocano coppie stella massiccia–oggetto compatto per spiegare transitori pre-supernova. Aghakhanloo ha ottenuto altro tempo su Chandra per indagare altri impostori, mentre l’osservatorio Vera Rubin dovrebbe scoprirne molti di più. Resta da verificare se fenomeni simili ricorrano in altri candidati, secondo il team.
La previsione delle date ha permesso di pianificare la campagna multi-osservatorio e di coinvolgere vari astronomi, con oltre 30 astrofili a supporto. Sapevamo quando sarebbe arrivato il prossimo outburst, ha detto Aghakhanloo in un comunicato. Il picco previsto ha così fornito il segnale cruciale.
Il lavoro è in corso di pubblicazione sull’Astrophysical Journal e al momento è disponibile su arXiv. Il DOI è 10.48550/arxiv.2608.20469 e l’autore principale è Mojgan Aghakhanloo. Il titolo completo e i dati tecnici sono accessibili su http://arxiv.org/.
