Duecentoquarantasei progetti europei di trasporto hanno chiesto quasi 3 miliardi di euro al Connecting Europe Facility. La dotazione disponibile per il bando 2026 è di 1,1 miliardi: le richieste valgono quindi circa 2,69 volte il budget.
I numeri sono stati pubblicati il 7 ottobre dalla CINEA, l'agenzia esecutiva europea che gestisce il programma, dopo la chiusura delle candidature del 6 ottobre. Non si tratta ancora di finanziamenti assegnati: tutte le proposte devono superare i controlli di ammissibilità e una valutazione tecnica.
Gli esperti esterni, la Commissione europea e la stessa CINEA esamineranno i progetti idonei. I candidati dovrebbero ricevere l'esito nel marzo 2027; la firma degli accordi per le proposte selezionate è prevista entro giugno.
Il bando sostiene costruzione e modernizzazione delle infrastrutture collegate alla rete transeuropea dei trasporti, la TEN-T. Tra gli ambiti indicati rientra anche la mobilità militare, cioè l'adeguamento di collegamenti e nodi affinché possano servire sia esigenze civili sia spostamenti logistici della difesa.
Il rapporto tra domanda e risorse implica che, anche se tutte le candidature fossero ammissibili, il programma potrebbe coprire in media poco più di un terzo dell'importo richiesto. È soltanto un confronto aritmetico: la selezione non distribuirà automaticamente la stessa percentuale a ogni progetto e alcune proposte potranno ricevere l'intero contributo richiesto, altre una quota o nessun finanziamento.
Nel ciclo 2021-2027 il CEF dispone complessivamente di 25,8 miliardi di euro per interventi di interesse comune sulla rete TEN-T. Circa l'80% dei fondi assegnati contribuisce agli obiettivi climatici dell'Unione, secondo la Commissione.
Dal 2014 lo strumento ha sostenuto 1.943 progetti di trasporto con 46,54 miliardi di euro. Il prossimo passaggio utile non è dunque l'avvio immediato dei cantieri, ma la verifica delle domande e la graduatoria attesa a marzo 2027.
