La Banca d’Italia ha comunicato le cedole dei CCTeu per il semestre dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027. I nove certificati interessati riconoscono tassi lordi annualizzati compresi tra il 3,555% e il 4,055%, con pagamento semestrale secondo le condizioni di ciascuna emissione.
Il CCTeu con scadenza 2029 ha una cedola semestrale dell’1,797%, equivalente a un tasso annuo del 3,555%. Quello con scadenza 2030 riconosce l’1,848% nel semestre, pari al 3,655% annuo. Il titolo 2028 arriva all’1,873%, corrispondente al 3,705% annuo.
Per la scadenza 2031, la cedola semestrale è del 2,05% e il tasso annuo comunicato è 4,055%, il più alto del gruppo. Il CCTeu 2032 paga l’1,999% nel semestre, pari al 3,955% annuo, mentre il 2033 offre il 2,025% semestrale e il 4,005% annuo.
I titoli con scadenza 2034, 2035 e 2036 hanno rispettivamente cedole semestrali dell’1,999%, dell’1,873% e dell’1,873%. I tassi annuali corrispondenti sono 3,955%, 3,705% e 3,705%. Le differenze dipendono dai margini fissati all’emissione oltre al parametro variabile.
Il tasso annuo comunicato non coincide con il rendimento effettivo dell’investitore. Chi acquista sul mercato paga un prezzo che può essere sopra o sotto cento e sostiene eventuali commissioni. Rendimento a scadenza, cedola corrente e guadagno o perdita sul capitale devono essere calcolati insieme.
I CCTeu hanno cedola indicizzata all’Euribor a sei mesi, maggiorata di uno spread stabilito per ciascun titolo. Se il parametro scende nei periodi successivi, anche le cedole future possono diminuire; se sale, possono aumentare. Il flusso non resta fisso per tutta la vita del certificato.
La cedola variabile riduce in genere la sensibilità del prezzo ai tassi rispetto a un BTP a lunga scadenza, ma non elimina le oscillazioni. Spread di credito, liquidità del titolo, aspettative sui tassi e distanza dal rimborso continuano a influire sulle quotazioni del mercato secondario.
Per stimare l’incasso netto, alla cedola lorda va applicata la tassazione dei titoli di Stato, normalmente al 12,5%, considerando inoltre il rateo maturato e le commissioni. Un confronto corretto con conto deposito o obbligazione bancaria deve utilizzare scadenza, rischio e rendimento netto omogenei.
Chi compra dopo la data di godimento versa al venditore il rateo della cedola già maturato e lo recupera con il pagamento successivo. Questo meccanismo può far apparire l’accredito più alto del guadagno economico effettivo. Prezzo secco, corso tel quel e rateo vanno distinti.
La scelta dipende dall’orizzonte del risparmiatore. Un CCTeu può essere adatto a chi accetta cedole variabili e vuole esposizione al debito pubblico italiano; non è un deposito garantito né assicura un prezzo stabile in caso di vendita anticipata. La diversificazione resta necessaria.
Le nuove percentuali offrono un dato concreto per aggiornare i flussi attesi nel prossimo semestre. Prima di acquistare, è però opportuno consultare quotazione, rendimento netto e calendario esatto del titolo identificato dall’ISIN, evitando di scegliere soltanto in base alla cedola annualizzata più alta.
Un intermediario deve inoltre mostrare costi e adeguatezza dell’operazione. Chi possiede già il titolo può usare le percentuali per aggiornare il proprio piano degli incassi, senza confonderle con un rendimento garantito fino alla scadenza.
