Italia / Cronaca

Carol Maltesi, ergastolo a Davide Fontana nell'appello ter

La Corte d'assise d'appello di Milano ha riconosciuto di nuovo la premeditazione. Le motivazioni arriveranno entro 60 giorni e la difesa ha annunciato ricorso.

16 settembre 2026 · Milano · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale contestuale generata con IA in un tribunale italiano vuoto, con fascicolo neutro e bilancia; non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
Ergastolopena pronunciata in appello
60 giornitermine per le motivazioni
Ricorsoannunciato dalla difesa

La Corte d'assise d'appello di Milano ha condannato mercoledì 16 settembre 2026 Davide Fontana all'ergastolo per l'omicidio di Carol Maltesi. Nel processo d'appello ter i giudici hanno riconosciuto nuovamente l'aggravante della premeditazione. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni e la difesa ha già annunciato un ricorso in Cassazione.

Il verdetto riguarda il punto rimasto aperto dopo due annullamenti con rinvio della Corte di Cassazione. La responsabilità di Fontana per l'omicidio, commesso a Rescaldina l'11 gennaio 2022, non era oggetto di una nuova valutazione completa: il collegio doveva pronunciarsi soprattutto sulla premeditazione e sul conseguente trattamento sanzionatorio.

La Corte ha confermato l'ergastolo senza isolamento diurno e ha mantenuto la valutazione delle attenuanti generiche come subvalenti rispetto alle aggravanti. La decisione accoglie la richiesta della Procura generale, che aveva sostenuto l'esistenza di una preparazione del delitto e delle condotte successive.

La difesa aveva chiesto di escludere la premeditazione e di considerare anche il percorso di giustizia riparativa intrapreso dall'imputato. Fontana ha reso dichiarazioni spontanee in aula, esprimendo scuse e dolore per quanto commesso. Queste dichiarazioni documentano la sua posizione processuale, ma non modificano da sole l'accertamento giudiziario.

Il caso è arrivato al sesto giudizio tra primo grado, appelli e passaggi in Cassazione. In primo grado Fontana era stato condannato a 30 anni; le successive corti d'appello avevano applicato l'ergastolo riconoscendo la premeditazione, ma la Suprema Corte aveva rilevato carenze nella motivazione di quell'aggravante e disposto nuovi esami.

Il pronunciamento di oggi non è definitivo. Il ricorso annunciato dalla difesa aprirà un nuovo controllo di legittimità, nel quale la Cassazione potrà valutare la correttezza giuridica e la motivazione della sentenza, senza trasformarsi in un ulteriore giudizio generale sui fatti.

La sorella della vittima, costituita parte civile con altri familiari, ha accolto la condanna ricordando la lunga durata del percorso processuale. Ha inoltre escluso la disponibilità a un incontro nell'ambito della giustizia riparativa. La scelta delle persone offese resta distinta dal procedimento penale e non determina la pena.

Fino all'eventuale decisione della Cassazione, lo stato corretto della vicenda è quindi quello di una condanna all'ergastolo pronunciata in appello e ancora impugnabile. La pubblicazione delle motivazioni sarà il prossimo passaggio essenziale per comprendere come il collegio abbia argomentato la premeditazione dopo i precedenti rinvii.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 16 settembre 2026.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.