Conftrasporto chiede al governo un confronto urgente sul caro gasolio e avverte che, senza risposte, il settore valuterà un fermo nazionale dei servizi. Il presidente Pasquale Russo lega l’allarme all’aumento dei costi e alle proteste già in corso nel Sud.
Nel Foggiano proseguono presidi di autotrasportatori, mentre a Catanzaro e Cosenza alcune stazioni hanno registrato scorte esaurite per blocchi e acquisti preventivi. La situazione varia da territorio a territorio e non corrisponde ancora a uno sciopero nazionale proclamato.
Un eventuale stop avrebbe effetti su supermercati, industrie e attività commerciali, perché la maggior parte delle merci in Italia viaggia su strada. L’associazione chiede misure che riducano il costo operativo senza scaricarlo sulle imprese più piccole.
Le tensioni sui carburanti sono collegate alla guerra in Iran, alle difficoltà nello Stretto di Hormuz e alle aspettative sull’offerta di diesel. Il governo ha già adottato interventi, ma il settore li considera insufficienti.
