Politica

Orfani di crimini domestici, alla Camera il Registro nazionale

Il progetto C. 2715 prevede dati protetti, comunicazioni dai tribunali e un piano individuale di assistenza coordinato dai servizi sociali.

19 ottobre 2026 · Roma, Camera dei deputati · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di professionisti dei servizi sociali che consultano fascicoli riservati in un ufficio pubblico italiano.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
7articoli del progetto
180 giornitermini decreti previsti
1,25 mln €spesa prevista nel 2027

L’istituzione di un Registro nazionale degli orfani per crimini domestici è tra i provvedimenti inseriti nella discussione generale della Camera lunedì 19 ottobre 2026. La proposta di legge C. 2715-A, prima firmataria Mara Carfagna, ha concluso l’esame in Commissione Affari sociali il 14 ottobre.

Non è ancora una legge e il Registro non può essere considerato già operativo.

Il progetto riguarda i minorenni e i maggiorenni non economicamente autosufficienti rimasti orfani a seguito di crimini commessi in ambito domestico, con particolare attenzione agli orfani di femminicidio. La finalità dichiarata è collegare in modo tempestivo le informazioni delle istituzioni e facilitare l’accesso alle tutele giuridiche, sociali ed economiche già previste dall’ordinamento.

Il testo uscito dalla Commissione conta sette articoli. Il Registro sarebbe istituito presso il Ministero della Giustizia e qualificato come base di dati di interesse nazionale. Le informazioni avrebbero tre funzioni: monitorare la distribuzione territoriale dei beneficiari, verificare l’attivazione delle misure di tutela e aiutare amministrazioni differenti a coordinarsi.

Gli uffici giudiziari dovrebbero trasmettere le informazioni necessarie secondo procedure stabilite dal Ministero. Per le regole tecniche il provvedimento prevede decreti da adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore dell’eventuale legge, con il coinvolgimento del Garante per la protezione dei dati personali e, per alcuni profili, di altri ministeri.

Una parte centrale riguarda la presa in carico. I servizi sociali territoriali dovrebbero predisporre un progetto individuale di assistenza e tutela, denominato PIAT, capace di combinare supporto psicologico, continuità educativa, interventi sociali e scolastici, eventuale assistenza sanitaria e sostegno abitativo in base ai bisogni della persona.

Il progetto assistenziale dovrebbe essere aggiornato almeno ogni sei mesi, o più spesso nelle situazioni urgenti. Il testo prevede la figura di un referente responsabile del coordinamento e del monitoraggio, in modo che il percorso non dipenda da iniziative scollegate tra singoli uffici. Anche gli enti del Terzo settore possono contribuire nei limiti stabiliti.

La proposta mette in relazione i servizi sociali con scuola, aziende sanitarie locali, tribunale per i minorenni e realtà specializzate nella tutela dei bambini e nel contrasto alla violenza domestica. Non introduce una presa in carico identica per tutti: gli interventi dovrebbero seguire le esigenze specifiche di ciascun nucleo e i diritti dell’interessato.

Il nodo della riservatezza è particolarmente delicato. Il Registro tratterebbe informazioni su minori, contesti familiari e procedimenti giudiziari; per questo il testo prevede regole di accesso differenziate, tempi di conservazione e misure di sicurezza. La loro definizione concreta richiederebbe i decreti attuativi e il coinvolgimento dell’autorità privacy.

Sul piano finanziario, la versione descritta dal Servizio Studi autorizza 1.250.000 euro per il 2027 e 460.000 euro annui dal 2028 per istituzione e funzionamento del Registro. La copertura viene individuata in un fondo di solidarietà già previsto per diverse categorie di vittime di reati.

Le cifre sono stanziamenti proposti, non spese già sostenute per il nuovo sistema.

La proposta è stata presentata il 24 novembre 2025 ed esaminata dalla Commissione Affari sociali a partire dall’11 marzo 2026. Il testo ha subito modifiche durante l’esame, rendendo necessario riferirsi alla versione trasmessa all’Assemblea. I passaggi da verificare saranno i voti parlamentari, l’eventuale approvazione definitiva e, soltanto dopo, l’effettiva attivazione del Registro.

Fonti consultate

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