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Cittadinanza, alla Camera il testo su requisiti e revoca

La proposta C. 2124 supera l’esame in Commissione e arriva alla discussione generale: previsti nuovi criteri di condotta e verifiche linguistiche.

19 ottobre 2026 · Roma, Camera dei deputati · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di un colloquio allo sportello di un ufficio pubblico italiano per pratiche di cittadinanza.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
2124atto Camera
14 ott.fine esame in Commissione
19 ott.discussione in Aula

La Camera dei deputati ha inserito nella seduta di lunedì 19 ottobre 2026 la discussione generale della proposta di legge C. 2124-A sull’acquisto e sulla revoca della cittadinanza italiana.

Il provvedimento, presentato da Igor Iezzi e altri parlamentari, ha concluso il 14 ottobre l’esame presso la Commissione Affari costituzionali, ma non è una legge approvata né modifica ancora i requisiti per i cittadini.

Il testo interviene sulla legge 5 febbraio 1992, n. 91, che disciplina il riconoscimento e l’acquisizione della cittadinanza.

Tra i punti segnalati nei documenti parlamentari compaiono nuove cause ostative per gli stranieri nati in Italia che chiedono la cittadinanza una volta raggiunta la maggiore età, ulteriori requisiti linguistici e di condotta e un ampliamento dei reati che possono determinare la revoca dello status.

La distinzione tra acquisto e revoca è rilevante. Nel primo caso si stabiliscono le condizioni per diventare cittadini italiani; nel secondo vengono disciplinate ipotesi nelle quali uno status già acquisito può essere ritirato secondo la legge. Non sono procedure identiche e non coinvolgono automaticamente tutte le persone che vivono nel Paese con documenti di soggiorno.

La proposta è stata depositata il 31 ottobre 2024 e assegnata alla I Commissione Affari costituzionali nel marzo 2025. L’esame in sede referente è iniziato l’8 luglio 2026 e si è chiuso il 14 ottobre. In quella data la Commissione ha conferito alla relatrice Simona Bordonali il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea, chiedendo l’autorizzazione a farlo oralmente.

Durante il percorso sono state ascoltate università, associazioni, sindacati e organizzazioni impegnate sui diritti di cittadinanza. Le audizioni hanno permesso di discutere le ricadute sui percorsi di integrazione, sulla condizione dei giovani cresciuti in Italia e sulla certezza delle regole. Le posizioni raccolte costituiscono contributi al procedimento, non modifiche entrate automaticamente nel testo.

Il 14 ottobre hanno espresso parere favorevole sia la Commissione Giustizia sia quella Politiche dell’Unione europea. Quest’ultima ha ricordato che l’attribuzione della cittadinanza nazionale resta una competenza degli Stati membri, mentre la cittadinanza europea si aggiunge a quella dello Stato e conferisce ulteriori diritti di circolazione e partecipazione.

La discussione in Aula non equivale all’approvazione definitiva. I deputati possono discutere ed eventualmente modificare il progetto nel seguito dell’esame; una volta conclusa la prima lettura, il testo deve comunque completare il percorso parlamentare richiesto. Fino all’entrata in vigore di una nuova legge restano applicabili le disposizioni attualmente vigenti.

Per chi sta preparando una domanda di cittadinanza, la distinzione ha conseguenze pratiche: non sarebbe corretto sostituire oggi documenti, scadenze o requisiti sulla base di una proposta ancora in esame. Le eventuali novità dovranno essere confermate da un testo definitivamente approvato e pubblicato, con la relativa decorrenza.

Un secondo aspetto è la differenza tra il testo originario e quello sottoposto all’Assemblea. Durante i lavori in Commissione si sono svolte valutazioni sugli emendamenti; per conoscere l’effettivo contenuto da applicare conta la formulazione finale degli articoli, non soltanto il titolo del provvedimento o le dichiarazioni dei proponenti.

L’appuntamento parlamentare del 19 ottobre riporta così al centro del dibattito il rapporto tra percorso di integrazione, requisiti per l’acquisto e possibilità di revoca. Gli elementi da seguire ora sono gli esiti della discussione, le successive votazioni e l’eventuale trasmissione del testo al Senato.

Fonti consultate

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