La Corte d’appello federale del Nono circuito ha respinto, con decisione 2-1, la richiesta urgente dell’amministrazione Trump di ordinare alla California di separare fino a 20.000 schede postali. I giudici hanno considerato prematuro intervenire prima che il tribunale di primo grado esamini compiutamente la domanda.
Il Dipartimento di Giustizia sostiene che l’elenco riguardi persone registrate che le autorità federali ritengono probabilmente non cittadine. Aveva chiesto di isolare le eventuali schede ricevute da quei nominativi e di non contarle fino alla verifica della cittadinanza. La California contesta attendibilità e metodo dell’elenco.
La decisione d’appello non stabilisce chi abbia ragione sul merito della causa. Riguarda la tempistica e il livello del giudice chiamato a valutare le prove. Un’udienza era già fissata davanti al tribunale inferiore, che conserva quindi il compito di esaminare la richiesta iniziale.
Nell’opinione concorrente, il giudice Gabriel Sanchez ha osservato che l’ordine richiesto cambierebbe procedure elettorali tradizionalmente affidate allo Stato. La corte cita anche le difficoltà tecniche prospettate dalla contea di Los Angeles, che teme interruzioni del voto in presenza o dello scrutinio.
Il governo federale afferma che 28 persone incluse nella lista sono state accusate penalmente di voto illegale. Questo dato non dimostra però che tutte le circa 20.000 persone indicate non siano cittadine, né che ciascuna abbia restituito una scheda. La distinzione è centrale per valutare la portata dell’intervento richiesto.
La causa arriva a una settimana dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. La California elegge 52 membri della Camera, più di qualsiasi altro Stato. Un cambiamento operativo applicato durante la votazione avrebbe quindi effetti amministrativi immediati e un peso politico nazionale.
Il Dipartimento di Giustizia descrive l’azione come una tutela contro il voto non consentito nelle elezioni federali. Il procuratore generale della California Rob Bonta la considera invece un tentativo che può privare del voto cittadini legittimi. Entrambe le posizioni sono dichiarazioni delle parti, non conclusioni giudiziarie sul merito.
Per seguire il caso occorre separare tre passaggi: il rigetto dell’emergenza in appello, l’udienza davanti al giudice di primo grado e l’eventuale decisione successiva sulle schede. Al momento lo scrutinio non è stato sospeso dalla corte d’appello.
