Il ministero dell’Economia ha affidato oggi a sei banche il mandato per un nuovo BTP Green a 12 anni, con scadenza 30 ottobre 2038. Lo dice il comunicato n. 97. La transazione avverrà «nel prossimo futuro», in relazione alle condizioni di mercato.
Non sono ancora noti importo, cedola né rendimento. Il mandato non è l’emissione: il collocamento partirà solo quando il Tesoro darà il via. Fino ad allora il titolo non è in vendita al pubblico.
I lead manager sono Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan SE e Société Générale. Il Tesoro userà un collocamento tramite banche, non un’asta ordinaria riservata ai piccoli risparmiatori.
Barclays, Crédit Agricole CIB e NatWest hanno coordinato l’aggiornamento del quadro verde del dicembre 2025. Questa scadenza al 2038 è un titolo nuovo, distinta dalla linea Green ottobre 2037.
I proventi finanziano spese e incentivi del bilancio dello Stato con ricaduta ambientale. Il quadro di riferimento, aggiornato il 4 dicembre 2025, allinea i criteri ai principi Icma e alla tassonomia europea.
Le spese del 2026 coprono sei categorie: energia rinnovabile, efficienza energetica, trasporto sostenibile, resilienza climatica, tutela di ambiente acqua e biodiversità, ricerca ambientale. Le quote principali andranno a edifici e ferrovie.
Nel trasporto rientrano nuove infrastrutture, elettrificazione di tratte, manutenzione e promozione di modi di spostamento a minore impatto. Le spese ammissibili vanno dai tre esercizi precedenti all’anno successivo all’emissione.
Per il 2026 i numeri sono stime di bilancio, non consuntivi. Il Tesoro seleziona solo voci con rendicontazione tempestiva e completa. Tra il 2021 e il 2024 i BTP Green hanno raccolto 46,78 miliardi su quattro linee.
A giugno 2025 lo stock dichiarato superava 58 miliardi. Cedola, taglio e domanda resteranno ignoti fino al closing. Chi vuole dettagli operativi deve attendere il comunicato di collocamento, non questo mandato.
