La Commissione europea ha aperto il 21 ottobre un procedimento formale per verificare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act nella gestione di annunci fraudolenti, truffe di phishing e inserzioni a pagamento. È l’avvio di un’indagine, non una decisione di colpevolezza: Bruxelles dovrà raccogliere prove e consentire alla piattaforma di rispondere ai rilievi.
Il primo filone riguarda alloggi inesistenti, offerte non conformi e casi di sostituzione d’identità. La Commissione esaminerà se la piattaforma abbia identificato e valutato correttamente i rischi sistemici e se le misure di rimozione degli annunci problematici siano state efficaci.
Per chi prenota, il rischio concreto è pagare per una struttura che non esiste o che non ha titolo per offrire il soggiorno.
Il secondo filone riguarda il phishing che sfrutta dati di prenotazione e degli ospiti. L’attenzione si concentra sul modo in cui le informazioni vengono condivise con le strutture e sul funzionamento del servizio di messaggistica interno.
Gli investigatori vogliono capire se esistano protezioni sufficienti contro l’uso improprio dei dati per inviare richieste di pagamento fraudolente che sembrano collegate a una prenotazione reale.
Il terzo punto è la trasparenza pubblicitaria. Alcune strutture possono pagare una commissione più alta per ottenere maggiore visibilità nei risultati. Secondo la Commissione, l’utente deve poter distinguere con chiarezza un risultato sponsorizzato da uno collocato in alto perché più pertinente alla ricerca e deve poter sapere chi ha pagato l’annuncio e perché gli viene mostrato.
Le disposizioni richiamate sono gli articoli 34 e 35 del DSA, che impongono alle piattaforme molto grandi di valutare e mitigare i rischi sistemici, e l’articolo 26 sulla riconoscibilità della pubblicità. Booking.com è stata designata Very Large Online Platform nell’aprile 2023, condizione che attribuisce alla Commissione europea un ruolo diretto di vigilanza.
La decisione arriva dopo una fase preliminare basata sui rapporti di valutazione dei rischi presentati dalla società nel 2026 e nei tre anni precedenti, sui rapporti di trasparenza e sulle risposte a due richieste formali di informazioni inviate nel settembre 2025 e nel maggio 2026.
La Commissione collabora anche con l’autorità olandese per consumatori e mercati, competente nello Stato in cui la piattaforma è stabilita.
Non esiste una scadenza automatica per la conclusione. Bruxelles può inviare nuove richieste, svolgere colloqui o ispezioni, adottare misure provvisorie e, se ne ricorrono le condizioni, arrivare a una decisione di non conformità. La società può proporre impegni per affrontare i problemi contestati; l’accettazione di eventuali misure dipenderà dalla loro capacità di correggere i rischi esaminati.
Nell’attesa, il procedimento non cambia da solo una prenotazione già effettuata. Per ridurre il rischio di phishing è prudente non spostare il pagamento su canali indicati in messaggi inattesi, controllare la richiesta nell’area ufficiale della prenotazione e contattare struttura e piattaforma tramite recapiti verificati. Queste precauzioni non sostituiscono gli obblighi della piattaforma, che sono precisamente l’oggetto dell’indagine europea.
